sabato 30 novembre 2013

la cerimonia era in pista

Ormai era stato deciso che la sala della riunione sarebbe rimasta intatta, nonostante i muri fossero aggrediti da una lenta corrosione iniziata quattro secoli prima. Corrosione ormai giudicata inarrestabile e qualsiasi intervento rischiava di pregiudicarne l'identità storica, garantita dalle tracce ancora vive di un affresco.


Già, l'affresco, vanto dei "conservatori" che generazione dopo generazione si eran succeduti nell'impegno di tener fede al giuramento di nulla mutare, nulla consolidare, così da confermare che gli uomini, in quanto singoli INDIVIDUI, passano ma le ISTITUZIONI restano per garantire comunque la sopravvivenza di quella speciale etnìa che sola poteva garantire qualità e nobiltà del vivere comune.



E del resto proprio nell'angolo destro della parete di fondo rispetto all'ingresso erano ancora evidenti  gli ultimi resti miracolosamente intatti del copricapo originale del grande saltimbanco che per primo aveva dato inizio a questa  istituzione e forse aveva anche provveduto a comporre l'affresco-programma da tramandare.



Certo nel succedersi degli anni c'erano stati anche momenti critici, si era gridato da parte di alcuni alla illusione, alla truffa, chimici e biologi si erano affannati nel dimostrare che il tessuto del copricapo fosse di origine nota. Ma non erano riusciti a trovare o a costruire per via biologica insetto, tarma o altro accidente in grado di aggredirlo. Sembrava quasi che quel tessuto fosse in grado di autoriprodursi tanto che misteriosamente si erano ricostituite persino le piccole porzioni prelevate per procedere alle analisi.



EPPURE. Appunto, eppure arrivò il giorno della riunione degli ultimi eredi viventi  per gli  ultimi eredi viventi, di ogni etnia ed  arrivati da ogni dove. Fra loro non si conoscevano, vedendosi all'esterno e prima di entrare nella sala del grande mistero non riuscivano a capire che cosa li unisse, poi entrarono, qualcuno cominciò ad accendere le torce e man mano il grande affresco prendeva consistenza, le immagini erano via via più significative e finalmente capirono che cosa li univa e rendeva importante la loro ISTITUZIONE e tornarono rincuorati e rinnovati là da dove erano ripartiti riportando con sé la SPERANZA.






venerdì 20 settembre 2013

FINALMENTE! Chissà se mia madre, là dove si trova, potrà sentirsi rasserenata...

Quello che Papa Francesco ha detto nell'intervista a Civiltà Cattolica ha dimostrato una grande apertura, almeno così appare, al sentire e ai problemi di molti, anche se già appaiono i distinguo e le rettifiche, come queste dei cosiddetti ATEI DEVOTI e nei fatti sostenitori delle più retrive posizioni della curia e dei rapporti di potere così ben impersonati dal Cardinal RUINI.

Ed è per questo che ho ripensato a mia madre e a mio padre tornato dalla campagna di Russia per una licenza nel 1943 e che, in un eccesso di entusiasmo, dimenticarono il solito coitus interruptus, mio padre tornò al fronte (c'era andato volontario) e mia madre si ritrovò incinta e risolse il problema dopo un po', giusto in tempo per capire che dopo due maschi era in attesa di una femminuccia.

Non era una fanatica praticante, da brava contadina di una famiglia che aveva fatto il passaggio da mezzadri a proprietari era comunque cresciuta con buoni e bravi principi e sentiva pienamente il senso di colpa per questo aborto (pratica del resto ampiamente praticata da molti). Fu quindi una sorpresa per lei sentirsi trattata come la Chiesa usava fino a non molto tempo fa, colpevole di un peccato al quale il normale confessore non poteva porre rimedio ed era quindi una infamia.

E  questo per anni, lasciate le Romagne e andata tutta la famiglia a Trieste nulla cambiava finché finì di ignorare la Chiesa, la Messa e poi, io ero più grande, lo sfogo, l'amarezza, il perdurare del duro rifiuto e l'ossessione di questa bimba alle quale aveva impedito di nascere. E poi gli anni passano, ancora, mio padre va in pensione, i figli grandi in giro per il mondo,  il ritorno in Romagna da una sorella molto più giovane (quasi una figlia), e un prete "normale" che finalmente l'assolse (anni '80) e allora pian piano ritornò la domenica, il vestito "buono", l'offerta, le chiacchiere sul sagrato fra quasi settantenni, riaccettata nel mondo della sua infanzia.

Penso, spero, che questo intendesse dire Papa Francesco, anche se troppo radicato è l'astio, quasi l'odio, che molti supposti credenti hanno su certi argomenti nei confronti di chi sbaglia specie se non sono scusati perché ricchi e potenti.

martedì 27 agosto 2013

EMPIRICI e PSEUDOFILOSOFI della politica

Poco dopo (100-1000 anni, fate voi) che l'uomo "scoprì" il FUOCO si accorse anche che aveva delle doti magiche, ad esempio i sassi che lo limitavano dopo erano "caldi" fino al punto da non poter essere toccati senza veder carbonizzarsi parte della mano. Scoprirono anche che il "bagnato" magicamente spariva senza più tornare se prima non pioveva.

Passarono gli anni, i secoli, gli umani costruirono recipienti fino a ottenerne da poter mettere sul fuoco (specie se come braci) senza rompersi e dentro a quei recipienti potevano mettere, ad esempio, dell'acqua. L'acqua a un certo momento "bolliva", fino a sparire. Già l'acqua prima c'era e poi... più! Addirittura, se fuori era freddo, sopra al recipiente si formava una roba che chiamarono "nebbia" tanto che sembrava fosse di nuovo uguale a quella cosa che chiamavano acqua.

Camminarono ancora gli anni e i secoli e qualcuno disse che dal fuoco usciva un qualcosa chiamato "calore" e se fornivo questa cosa all'acqua liquida quella diventava "vapore" e se a questo vapore toglievo calore l'acqua tornava liquida.

E allora qualche empirico stufo di chi gli chiedeva cosa fosse il CALORE, cosa fosse l'ACQUA LIQUIDA e cosa fosse l'ACQUA VAPORE rispose: se metto del calore il liquido diventa vapore, se tolgo calore al vapore questo diventa liquido il perché non mi importa, ma questo è un fatto.


E fu così che si cominciarono a osservare I FATTI prima delle fantasie e filosofi, poeti e religiosoni li chiamarono EMPIRICI. E lo dicevano con le faccine gravide di barbe e di disprezzo, quasi fossero delle banali MERDE.

Succede anche oggi, prendete ad esempio il binomio BERLUSCONI-MEDIASET. Se Berlusconi in qualche modo controlla il GOVERNO, MEDIASET sta bene. Se Berlusconi è fuori dal GOVERNO, MEDIASET soffre. Che poi Berlusconi controlli o meno Mediaset e se questo accada in modo palese in modo palese o meno a me, EMPIRICO di MERDA, non importa un bel NIENTE. 

Io osservo, questo accade, le conseguenze e i motivi trovateli voi.

martedì 9 aprile 2013

NAPOLITANO: ???N

Napolitano non cambierà mai, la sua storia personale è stata sempre rispettosa dello STATO, meglio, dello STATU QUO. Sia nella sua rispettosissima "minoranza" vagamente liberal-crociana-marxista, sia nei momenti critici come la vicenda Ungherese degli anni lontani quando a rappresentare lo stato di riferimento era la CCCP  (o, se non vi piace il cirillico, URSS ma sempre e comunque la peggior versione del comunismo).

Qualcuno deve spiegargli che i votanti STELLATI e molti degli ELETTI-NOMINATI, non sono le BRIGATE ROSSE, ma anche che BERLUSCONI non è MORO (non per le idee, ma come affidabilità e storia personale-politica) e BERSANI non è BERLINGUER (per la sua storia personale, non nasce figlio di élite vagamente nobiliare, si è "sporcato" concretamente le mani nella gestione di importanti strutture pubbliche, ha già governato, conosce bene i limiti di una collaborazione con il PdL e la capacità di intralciare gli atti di un governo. Bastano le "complicazioni" sulla legge CORRUZIONE).

E, per finire, o si arriva a una verifica fino in fondo del comportamento concreto e sul campo di come, cosa e quanto GRILLO-GRILLINI-STELLINE-ETC intendono fare, o anche una eventuale nuova partita elettorale resterà inchiodata alla situazione attuale o vedrà comunque un risultato premiante il Berlusconi e i suoi prezzolati aficionados, senza che tutti costoro abbiano almeno il pregio che la da poco defunta THATCHER aveva, e cioè SENSO DELLO STATO, ONESTA' PERSONALE, COPERTURA dell'alleato allora importante e cioè gli USA del conservatore,  anche se molto più dotato di realismo politico.

Andare avanti nella scommessa, altrimenti l'Italia resterà sempre la stessa di sempre, un po' di pezze, tutti i gruppi più o meno potenti, regioni che corrono ognuno secondo i tiramenti dei gruppi locali e nessun futuro decente per le generazioni che devono ancora nascere. 

PS: in una prima stesura avevo indicato in BUSH il "protettore USA", capita quando la connessione fa i capricci e non vai a verificare. Me ne scuso con chi è passato di qui e non me ne vogliano. Per chi forse arriva adesso, meglio essere onesti, costa meno!

venerdì 29 marzo 2013

BERSANI-VENDOLA "ONORI"- DARIO FO + penoso di GRILLO

E' la prima volta che condivido le parole e il modo di porgerle di VENDOLA, del quale ho molto apprezzato le dichiarazioni all'uscita dall'incontro con il nostro "grande" Presidente Napolitano in diretta sulla TV di Rai 3 nel pre TG delle 19.

Complimenti , veri, anche a Giuliano Ferrara che ha avuto unao scambio di "opinioni" con Dario Fo e che per carità di Patria, come si usa dire (o forse per rispetto dei supposti meriti di un Premio Nobel) con una occhiata sbigottita ha chiuso velocemente la "discussione" (se tale si possono chiamare i vanneggiamenti  di un tale che giustifica tutto perché, secondo lui FO, ama parlare come se fosse in teatro e quanto poi ai ragazzotti in prima linea come Deputati o Senatori, "bisogna capirli, sono alle prime armi, dategli tempo, si faranno".  

Nel merito? Mi auguro che il PD mantenga la testa fredda e non molli le posizioni, tocca al PdL e a Grillo, oltre che a quei 4 gatti attorno a Monti. Povero Monti, si è giocato tutto quel merito che gli era stato riconosciuto sia in casa che fuori e adesso non è più spendibile neppure all'estero. 

E adesso? giochino Grillo, Berlusconi e Monti, si facciano il Governo che più gli va bene e si riscopra il Ghino di Tacco di craxiana memoria, utilizzando l'arma della Camera per boicottare quel che non ci piace. Ma queste sono malinconie perché  poi naturalmente non sarà possibile rinnegare una storia di responsabilità e serietà e, come sempre, ci si caricherà della Croce di tutti perché naturalmente il PD non è un partito di classe, non è un partito ossessivamente partigiano, ma mi auguro che almeno non accetti l'eterna funzione del fantoccio nella giostra del SARRACINO

 

giovedì 28 marzo 2013

TROIE, e perché non PORCI?

E' molto divertente leggere i commenti sull'espressività verbale del "noto"Franco Battiato che improvvisamente (o improvvidamente?) ha deciso di accettare l'invito a partecipare all'attività politica in prima persona dopo anni di successi musicali ma anche esoterici o pittorici o dipende dall'estro, dalle occasioni e di chi gli dà modo di esprimersi. Ogni volta suscitando interesse e "pagata" ammirazione dai critici disponibili, come sulla sua opera pittorica portata in giro per il mondo con opportune mostre.
« […] la pittura di Battiato, qualora pretendessimo di canalizzarla in un comodo alveo di neoprimitivismo, dimenticando la ricchezza operativa e intellettuale che la sorregge, rischierebbe di apparirci l'hobby d'un artista episodico e dimezzato; mentre, viceversa, osservandola con tutti due gli occhi, della natura e della cultura, ne vedremo i colori sposarsi affettuosamente alle note, alle parole, alle meditazioni dell'autore e in quest'alleanza, per non dire connivenza, spiegarci la cifra inconfondibile di un'anima. »
(Gesualdo Bufalino)
« […] In questi ultimi anni Battiato ha concentrato la sua ricerca, per riscoprire i poteri dell’anima che sono latenti in noi, su un figurativismo, dalla perfetta sintesi espressiva, ch’evoca una dimensione spirituale. Fedele solo ed esclusivamente al proprio mondo interiore, l’artista riesce a conferire ai suoi lavori, eseguiti con la lucidità intellettuale di chi vuole avere un approccio del tutto mistico “con la realtà”, una penetrazione filosofica-poetologica. Il suo talento riesce a esprimersi al meglio nel “costruire” una narrazione volutamente discontinua, costellata di riferimenti alle culture esotiche e al sufismo, che rappresenta una ricerca d’illuminazione interiore, ma anche un voluto gesto di rottura nei confronti di nuove direzioni interpretative. La sua arte coinvolge il fruitore in una sfida intellettuale vivamente stimolante…” ».


Ma torniamo al contemporaneo e all'invettiva che tanto ha colpito una "parte" dell'opinione politica e pubblica in generale, invettiva che è stata tutta incentrata sull'epiteto di TROIE che affollano i sacri seggioloni del potere. E mi ha molto stupito notare come questo illustre artista sia stato platealmente difeso proprio dalle "femmine" che postano nei siti vicini alle STELLINE, e, naturalmente e con qualche distinguo, dai loro amici maschi. E mi son chiesto, perché non usare il termine più appropriato di PORCI?

In fondo l'obiettivo delle commentatrici è quasi sempre il solito, come ad esempio


Berlusconi,quando parla è una fogna a cielo aperto...
Battiato invece ha detto semplicemente la verità e viene criticato...ma che schifo di paese è questo....un paese che permette a un indagato e condannato di entrare in parlamento. Le troie non stanno solo in parlamento..


Ma poi c'é un bersaglio molto più gradito ed è l'attuale Presidente della Camera che penso abbia la colpa d'essere arrivata a quella posizione per meriti "normali" e quindi sia inattaccabile per gli altri motivi che quel TROIE dovrebbe sottindere anche se in fondo, dice sempre una appassionata difesa femminile di Battiato

Quanto perbenismo..... Io nn sono d'accordo: se un politico si appropria di ricchezze nn sue, è lecito definirlo LADRO. Se un politico donna accede a certi incarichi politici senza alcuna qualità se non la sua bellezza messa a disposizione di certi politici...(vedi olgettine) è una PROSTITUTA (troia, mignotta che dir si voglia). 
BASTA CON L'IPOCRISIA. Io sono donna e nn mi offendo se questo concetto viene espresso così. BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAA