sabato 2 febbraio 2013

SIC VOS NON VOBIS

Sic vos non vobis nidificatis aves;
Sic vos non vobis vellera fertis oves;
Sic vos non vobis mellificatis apes;
Sic vos non vobis fertis aratra boves

Ascoltavo, come molto spesso del resto, Prima Pagina di Radio Rai 3 presentato e commentato questa settimana da un giornalista non certamente di parte sinistra facendo parte del gruppo i cui colleghi sono noti "democrat" come Il Resto del Carlino o la Nazione e simili e ho visto sottolineato, senza l'antico livore in questo caso ovvio, che Bersani, e quindi il PD che lui rappresenta e "guida", discende per via diretta dal 1921 con una ascendenza diretta da Gramsci. Già questo indica una prospettiva storica notevolmente diversa dall'abituale sol che qualcuno sappia ricordare o cercare quali fossero la visione del futuro italiano e del partito in particolare e quale isolamento di fatto abbia poi trovato da parte di chi era corso a pararsi il culo in quel dell'URSS.

Credo, e lo dico da persona singola che mai ha avuto contatti "organici" né con i vari partiti derivati né con il sindacato più direttamente correlato, che finalmente la sinistra, questa sinistra, abbia raggiunto il suo obiettivo principale: essere un partito, un gruppo politico, un insieme di aspirazioni, desideri, battaglie rispettato (e combattuto, a parte i soliti imbecilli o difensori di interessi innominabili) senza per questo da considerarsi omologato. Un partito, un gruppo di donne e uomini che ha pieno diritto e rispetto nel desiderare di porsi al governo senza anatemi paure e scandali e senza il bisogno delle facili demagogie dei grilli e degli ingroia.

Diversa fu l'avventura precedente, quella di Veltroni, per il semplice motivo che quel Veltroni non veniva da una realtà concreta di partito, di battaglie e di sofferenze. Come spesso accade agli "aristocratici" per diritto di nascita mancava tutto quel che a un politico di maggiori speranze è indispensabile: venire da percorsi concreti di gestione e conduzione del potere tipico di chi per anni e ogni giorno ha dovuto affrontare e risolvere, nel bene e nel male, i problemi concreti. E' chiaro che mi riferisco all'esser stato Presidente di una regione come l'Emiia-ROMAGNA (la maiuscola è mia per diritto di nascita), cosa ben diversa dal sindaco di Roma con una conduzione di vertice fatta di divisione di poteri con il potente inquilino del Vaticano e per il resto mantenere il contatto, e il controllo specie di do ut des, con gli "intelletuali" di mestiere che a Roma arrivano. Non sentivo odori di LACRIME e SANGUE l'altra volta, io stesso mi ci ero illuso (ricordo un comizio a Cagliari che mi aveva colpito per la larga presenza di giovani giovani), poi andò come doveva e tutto poi dopo franò.

Anche stavolta forse si può ancora perdere, o vincere in modo complicato, ma sarà come accade ovunque in democrazia ed ecco perché quel "vos non vobis" assume un significato di futuro (sempre che poi non accada il solito "caporetto" italiano con relativo squagliamento).

BENE LA PROSSIMA!

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