venerdì 8 marzo 2013

BERLUSCONI accecato (e l'Italia in lacrime)

C'è aria di lacrime disperate e di pianto, anzi RIM-pianto, nell'Italia che conta, disperata perché Bersani si ostina a non volere il grande INCIUCIO e, anzi, sembra quasi quasi voler rincorrere Grillo.

Ce n’è abbastanza per considerare purtroppo realistica l’ipotesi di un nuovo scioglimento delle Camere, fino a ieri evocata come un disastro da evitare, perché rischierebbe di portare l’Italia in condizioni simili a quelle della Grecia. Berlusconi infatti spera ancora di trovare un accordo con il Pd. Ma Bersani non lo vuole perché cerca a sua volta un’impossibile intesa con Grillo (che il leader del Movimento 5 Stelle a sua volta esclude), e perché spera - inutilmente finora - che il centrodestra, o almeno una sua parte, abbandoni Berlusconi al suo destino. Il risultato di questo carosello di incomunicabilità e la somma di questi anomali fattori ci porteranno quasi certamente a nuove elezioni. Ma non elezioni qualsiasi: stavolta infatti, molto più di altre, l’Italia rischia davvero di andare a rompersi l’osso del collo.

E' la conclusione dell'articolo di fondo di Marcello Sorgi su La Stampa  e non è casuale che a scriverlo sia stato incaricato quel Sorgi a suo addetto al Berluscone dopo che il buono e scodinzolante Minzolini era stato mandato a dirigere il TG 1. 

Già, e se ne parla sotto voce, è in atto tutta una risistemazione dei grandi quotidiani dal Corriere della Sera, La Stampa e via andando (a parte il gruppone Repubblica e dintorni) che prevede l'esubero di 1000-1500 giornalisti e, naturalmente, una registrata tra i vari Direttori. Tutto sembrava quasi deciso poi le elezioni sono andate in modo diverso per il Monti (e non solo) e allora si è ancora in attesa di quel che sarà cercando tuttavia di riuscire ad impedire che il PD voglia sfuggire alla necessità di fare comunella con il PdL, Berluscone SI', Berluscone NO.

Ma se il Marcello Sorgi non basta ecco allora pronto Luca Ridolfi anche LUI immediatamente a pontificare e ad insegnare al PD e ai suoi elettori (pochi? certo non sufficienti a rivoluzionare il mondo ma 3/4 volte più numerosi dell'eroico centro di Fini, Casini e, perché no, del prof. Monti che però, ed è a suo merito, dice che forse è meglio tornare a votare) cosa si deve fare. 

Del resto però bisogna capirlo questo CAPITALISMO ITALICO che ha sempre comandato con i soldi degli altri tanto da essere ben più costoso per la sua arretratezza e incapacità culturale e finanziaria dello stesso ceto politico complessivo, al lordo persino delle ruberie dei politici, qualsiasi fosse la loro targa.

E’ terribile, quel che sta succedendo. Il vincitore morale delle elezioni è Grillo, che ha sfondato per l’elementare ragione che noi sfortunati elettori di questo paese non avevamo alcun altro mezzo per dare un segnale forte ai partiti tradizionali. Ma questa vittoria si sta rivelando inutile, se non dannosa. Il vincitore tecnico delle elezioni, il Pd di Bersani, si sta infatti mostrando del tutto incapace di recepire quel segnale. E il programma in 8 punti varato l’altro ieri nella direzione del Pd ne è purtroppo l’amara testimonianza scritta. 
Io consiglio caldamente a tutti di andarselo a leggere, questo programma che dovrebbe “cambiare l’Italia” (www.partitodemocratico.it). Di studiarlo parola per parola. Di provare a capirne la logica. Perché è una cartina di tornasole perfetta dell’incapacità di cambiare o, se preferite, dell’incapacità di concepire il cambiamento al di fuori delle furbizie della politica. 


VIVA la BINDI

E così, se cercavo una conferma, nella tarda sera di ieri (anzi, per dirla alla sarda, ieri notte) l'ho avuta visto  che il nemico pubblico NUMERO UNO dell'Italia era, anzi è,  il PD e in particolare la BINDI. Mentre infatti finalmente mi stavo più o meno addormentando lontano dal TV con un qualche libro in mano, improvvisamente sono esplose urla, grida, insulti, sovrapposizioni di voci dalla stanza adiacente dove, chi mi ospita, stava amorevolmente ascoltando quella deliziosa e obiettiva trasmissione che si picca di offrire un SERVIZIO PUBBLICO.

Ho cercato poi stamattina di capire cosa fosse successo, intanto sul classico GOOGLE e poi da chi con più completezza aveva goduto del suddetto SERVIZIO PUBBLICO. Io in effetti qualcosa avevo capito, c'era una voce femminile che cercava di ribattere e un insieme (canea, abbai) di voci maschili che si sovrapponevano, incalzavano, urlavano le loro ragioni cercando di convincere quella voce femminile che se ne stesse un po' zitta perché LEI, il PARTITO di cui sarebbe Presidente, sono colpevoli di tutto.

E dev'essere vero, perché anche stamattina alla PRIMA PAGINA di Radio RAI 3 si affermava che è colpa anche della vecchia politica se le donne non votano preferibilmente le donne. E così, disperato e colpevole, sono andato a documentarmi e ho visto che ERA assolutamente vero: le elette PD sono il 41%, quelle con le stelle (anzi stellette visto il clima gerarchico che viege da quelle parti) sono il 38%, tra i più sinistri di SEL circa il 20%, nella LEGA (duri e puri) il 13% e non dimentichiamo gli altri come PdL attorno al 25% e il più o meno centro con il 22%. Da cui si deduce che la Bindi era appunto lì a rappresentare l'antico?

Ma ci dev'essere un motivo che i vari Santoro, Travaglio e molti dei notisti politici dei numerosi seri giornali italiani ce l'hanno con il PD e la BINDI in particolare, buffo perché se c'è una che spesso si dimentica della sua provenienza cattolica sembra proprio LEI.  E se fosse perché ad ogni tornata elettorale non c'è niente da fare c'è un discreto numero di italiani che in quel gruppo in quel partito alla fine si riconoscono? Certo nonostante errori, approssimazioni, mancanza spesso di sufficiente tracotanza elettorale i risultati variano poi però con quegli elettori, con quel partito (anche cambiando il nome) bisogna fare i conti e non si li riesce a distruggere, anche inventando i più strani partitini residuali alla loro sinistra.

Naturalmente hanno la colpa di non arrivare mai primissimi, così si inventò il "porcellum" con il baco tanto che se consentì a Berlusconi di vincere nel 2008 gli permise anche di portare l'Italia nella più impresentabile crisi che si sia conosciuta dal dopoguerra a oggi tanto da dover essere sostituito velocemente per impedire di farcela addosso letteralmente. Sbagliò il PD? Certo, sbagliò anteponendo l'intersse di tutti rispetto a quello proprio, sbagliò a non fare come la Grecia e sbagliò anche in questa campagna elettorale a tenere un atteggiamento concreto e "serio". Ma veramente siete convinti che un PD barricadero, ultras e così magari vincente avrebbemantenuto sostanzialmente tranquilli chi da fuori ci guarda?

Post Scriptum: quel Giuseppe Piscitello che così inveiva spalleggiato e sostenuto dai dos caballeros (il terzo, Gad Leder, in qualche modo svicolava) si è mai chiesto perché i "politici PD" devono essere cacciati e ricambiati mentre gli "imprenditori" invece no a partire dall'imprenditore simbolo, quello finora così abile a schivare la galera?  Credete che sia facile per la politica cambiare se la totalità del DENARO non cambia mai, anzi aumenta la sua quota?

E se fosse questa la paura vera del DENARO (quella che il PD e quelli della sinistra responsabile riesca finalmente a comandare e allora poter invertire finalmente l'andazzo) e allora così botte da orbi a partire dai poveri cristi di SERVIZIO PUBBLICO e compagnie varie?

sabato 2 marzo 2013

PD, BERSANI, un'unica voce

Quanto di risaputo traspare dalle cronache più o meno vere delle manovre nei dintorni del PD a partire dai cavalli storici, i soliti D'Alema e Veltroni che apparentemente si erano ritirati più o meno volentieri dalla prima linea, convinti che tanto sarebbe stata una passeggiata e si preparavano a vedersi ritagliato comunque un ruolo nel dopo vittoria. In fondo non occorre essere parlamentare per fare i Ministri o i grandi Commissari nelle tante situazioni mondiali, come un Clinton o un Prodi qualsiasi.

Ecco quindi la rabbia per propositi e progetti divenuti quasi irrangiungibili, già perché a stare fuori qualche anno è come venir cancellati e allora è meglio  vedere di rappattumarsi con l'altro gigione della politica dotato pure di tanti soldi e bisognoso di collegamenti per non vedersi condannato, il solito Berlusconi. Pur di vedere ridotto a niente quel ragazzo invecchiato (e magari ingenuone) di Bersani va bene tutto ma per fortuna non è più il caso perché adesso è più difficile non vedere le cose con sto De Gregorio che racconta. E racconta belle cose e probabili il De Gregorio facendo coincidere gli interessi di Berlusconi, politici ed economici, con quelli di chi allora era alla Casa Bianca in piena paranoia antisinistra, manco Prodi fosse il difensore ottuso del KATTOKOMUNISMO vindice supremo dei disperati di tutto il Sud del MONDO.

Ci sono frasi che escono in questi giorni che rendono l'idea come ragionano: E poi cosa volete che siano 3 milioni quando le MIE aziende hanno pagato UN MILIARDO allo Stato? E lo dice mentre gli rintrona nelle orecchie la richiesta di condanna a 4 anni di galera più CINQUE di esclusione dai pubblici uffici. CINQUE ANNI, CINQUE ANNI fuori, fuori da tutto, senza immunità, senza possibilità di trasformare i propri derubati soldi in leggi di protezione personale, magari con il rischio di venire smembrato in pezzettini inutili senza neppure la protezione degli amiconi di un tempo. Amiconi come PUTIN che gli suggerisce di starsene a casa o andare dal Briatore perché puzza.

Diciamoglielo allora ai nostri MALPANCISTI che il PD è dei suoi elettori e quel che mi meraviglia è proprio il D'Alema che ho sempre apprezzato anche quando sbagliava, di Veltroni nessuna stima, figlio d'arte e del mondo per il quale il partito era solo un trampolino per restare nel suo vero mondo, quello del potere nominale pronto a coprire in tutti i modi il potere reale fosse quello vaticano o finanziario. L'importante partecipare!

Coraggio Pierluigi, andiamo a vedere il piatto e se qualcuno insiste nell'inciucio spaccare il partito. Alle prossime elezioni si riparte, meglio un 15/20 % di gente seria che questi spezzoni senza altro sogno che il proprio ruolo.


venerdì 1 marzo 2013

OCCORRE AMPUTARE

Il ragazzino era nato un po' prima, dopo neanche sette mesi di preparazione dei nemmeno 1700 grammi raggiunti. A guardarlo era evidente che in fabbrica avevano dimenticato qualcosa e qualcosa era stato montato male, sembrava però che dentro avesse delle buone doti di energia e tutta la voglia di progredire e fu così che gli addetti al controllo diedero l'OK e non l'inviarono al reparto guasti. Furono tuttavia  segnalati una serie di imprecisioni produttive, alcuni banalmente estetici (il viso sfregiato fra labbro e naso, un piede, il sinistro, un po' così) e un altro decisamente funzionale a carico del piede destro. A quest'ultimo inconveniente si sarebbe potuto provvedere con un qualche rimaneggiamento una volta superato il periodo di rodaggio.

E così passò qualche anno, ma quando arrivò l'epoca giusta per gli interventi mirati al Rizzoli di Bologna nell'ambiente intorno si era formato quello che si potrebbe definire con linguaggio casalingo un "gran casino", con bombe, rivoluzioni, guerre civili (non per niente eravamo nel 1946 ed eran già passati almeno 10 anni). Non c'era quindi tempo per questi argomenti così personali per un ragazzino che non cresceva certamente in un giardino socialmente protetto così quel piede cominciò a dare problemi. Sembrava, infatti, che l'impianto di depurazione locale non fosse ben funzionante, lo scarico dei detriti localmente prodotti non venivano tempestivamente smaltiti e inviati alla centrale depurante e così i tessuti via via perdevano tenuta e anche l'impianto osseo di sostegno cominciava a dare segni di affaticamento.

Col passar degli anni (ormai eran 22) il ragazzino si era fatto alto e non un fuscello striminzito e così l'appoggio di quando in quando andava in crisi e si estendevano gli inconvenienti a tutto il resto dell'impianto comune che entrava in quella che chiamavano "setticemia generale". Dall'esterno arrivavano allora bombardamenti estranei di roba che chiamavano pennicillina e streptomicina tanto che dal reparto fegato arrivarono ripetuti segnali di difficoltà e anche a tutti gli altri reparti, interessati a vario grado, non andava di doversi fermare per le manutenzioni almeno un paio di settimane ogni due mesi. Le riunioni telematiche fra gli organi periferici e il sistema centrale del cervello divennero così sempre più frequenti e il check-up ripetuto confermò che il problema partiva da poco sopra la caviglia stessa. Qualcuno propose cheforse si poteva eliminare il pezzo ormai inagibile e dannoso e anche gli addetti dei servizi segnalavano che avevano osservato altri sistemi senza qualche pezzo perso i guerra e sostituito poi con qualcosa.

Si discusse se deciderlo come preventivo (e non solo accidentale) fosse etico ma alla fine si concluse che l'alternativa era molto molto pericolosa. E così fu deciso: AMPUTAZIONE. 

E amputazione fu e passati i primi mesi di assestamento direttamente o indirettamente tutti i reparti confermarono la convenienza di questa decisione.

Ragionando su questo apologo in fondo divertente come i film di una volta, mi viene da pensare che anche questa giovanissima realtà nazionale (poco più di 150 anni) Italia deve porsi il problema di amputare ed eliminare dal potere politico quel reparto fonte continua di inquinamenti e fenomeni corruttori. 

Fenomeni che impediscono all'intero meccanismo sociale di funzionare correttamente e di prendere tempestivamente tutte quelle decisioni e di attuare quelle modifiche indispensabili al miglior andamento comune.  Forse che adesso, finalmente e se le nuove stelle sono sincere e non hanno scheletri nell'armadio, non arriva l'opportunità? Che faranno se verranno richieste di autorizzazioni a carico di eventuali indagati? Avranno il coraggio queste stelline di sostenere che "Cristo è morto dal freddo"?

Fonti:   De gregorio La Stampa  Il fatto quotidiano

mercoledì 27 febbraio 2013

RIPENSAMENTO

E' difficile uscire dagli schematismi, è difficile pure immaginare che i "ragazzini" guidati da un guitto che hai da sempre mal sopportato forse non sono poi così male, ma è ancora più strano che questi pensieri ti vengano leggendo un titolo che suona circa così Celentano: 
da Beppe un regalo ora Pierluigi deve fidarsi si lui.

E poi un rimuginare su tutto quello che in vari modi PRIMA PAGINA di Radio Rai 3 aveva cercato, tramite Stefano Folli, di metterti in testa e cioè non c'è altra strada se non il GRANDE INCIUCIO. A ben ripensarci era questo che rodeva in fondo, ristabilire una specie di accordo-alleanza con il mostro con tutto quel che significa in termini di concetto di vita, non di politica, di vita. La condanna all'essere eternamente italici, al piacere del compromesso furbo, quello che alla fine sistema te stesso, fa credere al mondo, con il beneficio dell'assenso del Padre Confessore, e salva LOR SIGNORI.

Già, quei LOR SIGNORI che ogni mattina l'Unità di un tempo scaraventava ogni mattina addosso al me ragazzo neofascista ma lettore dell'opposizione in quel di Trieste qualche millennio fa. 

E poi vai a leggere qua e là e ti accorgi che tutto l'apparato tradizionale PD spinge per le grandi intese, coglie l'occasione per far fuori Bersani, trema al pensiero di lasciar spazio ai RAGAZZINI e allora mi viene l'urticaria e son qui a suggerire BERSANI TIENI DURO. In fondo sembra che i dialoganti (che pur ci sono e tramite Errani e Pizzarotti si tenevano in contatto) chiedano il Copasir, l'Antimafia e la Vigilanza Rai. Che buffo, son proprio tutte quelle cose che il SISTEMA più BERLUSCONI più i poteri diretti e indiretti (IOR incluso) non amano mollare (D'Alema incluso). Se a suggerire questo fosse stato Ingroia nessuno si sarebbe stupito.

Conclusione, Pierluigi a culo con tutti, scommettiamo sul futuro!

sabato 16 febbraio 2013

La PRUDENZA dei SARDI: non "vanno", non "arrivano", si AVVICINANO.

Onestamente in questi sette anni sono vissuto prevalentemente nel cagliaritano e quindi rischio di generalizzare in modo improprio ma credo che questo verbo spieghi molto della storia dei rapporti interpersonali fra persone e via via famiglie, clan, gruppi etc.: massima difesa delle proprie individualità singole e di gruppo e massima prudenza nell'incontro e avvicinamento agli altri. Riassumerei con l'abbinamento di PRUDENZA e SOSPETTO. 

In qualche modo mi ha confortato l'osservare come i tanti "circoli PD" dell'ISOLA che hanno come insegna, ad es. BERSANI, siano fra loro generalmente poco comunicanti e tendano a esasperare la competizione interna non tanto in difesa dei maggiori dei singoli circoli ma del proprio modo di essere.

E' poi inevitabile che tale rapporto-conflitto si esasperi fra i vari e diversi gruppi politici. Tuttavia una banale osservazione proprio di stamattina mentre cercavo di trovare spazio nell'accedere ad una edicola in Is Mirrionis. C'erano un gruppetto di quasi miei coetanei che discutevano "pacatamente" della vicenda relativa al campo di calcio cagliaritano con in mano il quotidiano indiscutibile, L'UNIONE. Dopo aver variamente esaminato colpe e colpevole uno di loro concludeva "però ammettiamo che la colpa è nostra, che li abbiamo messi lì" senza nessuna obiezione degli altri o difesa partigiana.

Se l'AVVICINAMENTO nel mondo del calcio riesce a diventare assunzione di responsabilità condivisa allora forse si comincia a capire che ragionare per GRUPPI isolati non rende! 

lunedì 11 febbraio 2013

IL KARDINALE TETESKO SPARIGLIA I GIOCHI

Devo essere sincero, non mi piaceva il papa Tedesco, ma non mi piaceva neppure quello Polacco, il papa Giovanni, quello arrivato direttamente da Venezia dopo essersi fatto le ossa in Francia, mi piaceva per quel fare poco ortodosso specie dopo papa Paolo inevitabilmente ammuffito come tutto quello che sa di DEMOCRATICO.

Non ho mai capito perché i DEMOCRAT  debbano essere sempre con il mal di fegato, siano preti o laici, semplici responsabili di sezione (scusate "di circolo") o ministri. Bersani se dio vuole ogni tanto almeno si fa una birra, anche se lo capisco se è di malumore con tutto quello che ha intorno.

Ma torniamo a papa Ratzinger, lo abbiamo attaccato perché era in divisa vagamente di Jugen Hitleriano, lo abbiamo attaccato per i suoi editti a copertura dei preti e monsignori dai gusti particolari anche se in fondo copriva potenti Vescovi e Cardinali sparsi nel mondo e abbiamo dimenticato gli altri potenti che giocavano (e giocano, se la Banca d'Italia ha messo lo IOR tra quelli che stiano lontani) con mafie e simili e, soprattutto, puntavano ai soldi, perché i SOLDI sono POTERE.

Del resto se ti ritrovi un RUINI a gestire la CURIA e i rapporti con l'Italia di Berlusconi che altro puoi fare? Già, RUINI: dal 22 di gennaio del 2013 quasi ogni giorno ha preso la parola guidando quella chiesa italiana che non vuole rinunciare a Berlusconi. Già, meglio un peccatore al Governo, più facilmente ricattabile e quindi pronto a sdebitarsi a miliardi di euro. E Bertone e Bagnasco di rincalzo che ricicciano GAY e FAMIGLIA e il povero RICCARDI  nella squadra di Monti che non sa che fare.

E così nel gioco della SCOPA con le carte che giocano male e il tuo compagno gioca contro l'unica arma a disposizione restalo SPARIGLIO e RATZINGER questo ha fatto, preparando prima con un po' di nuovi cardinali dell'altro mondo, con un cambio in curia e poi, alla fine, con dimissioni a effetto ritardato per dare il tempo al retso del mondo di organizzarsi. Un CONCLAVE che sarà quasi un CONCILIO. Così arriverà il sesto PAPA da quando son qua, con Pio XII cantavo siamo "arditi della fede, siamo araldi della croce, al tuo cenno alla tua voce un esercito all'altar", almeno c'era il gusto del combattimento, poi son cambiato io ma anche il mondo, chissà se cambierà anche la CHIESA, quella del potere per il potere e dell'Italia SCHIAVA DI ROMA, ma quella ROMA POSTA OLTRETEVERE!