TUTTO era cominciato da qui, proprio mentre mi preparavo per capire dove fosse il seggio a Sorso, via TIRSO, scuola elementare. Proprio in apertura del PC in bella vista. Così ho risposto in modo conseguente al post che troneggiava nel sito STELLATO <DOSSIER-TRICOLORI> dicendo che io ero ancora più coglione visto che avevo investito più di 50 euro in gasolio per andare e tornare da Cagliari, dov'ero, a SORSO dove andavo a votare. Ma cosa devi votare, m'han chiesto. Come, non lo sai? Poi ho capito e la mia risposta era fin troppo facile: Ah, è vero, voi non ci siete, chissà come mai visto che alle politiche ultime avete avuto quasi più voti di tutti. TUTTI CAGASOTTO?
Il colloquio si è interrotto lì e il dubbio mi è rimasto, chissà perché? dicono che c'eran stati un po' di guerre intestine e così i due MAMMASANTISSIMA han deciso di desistere ad evitare quel che già era successo altrove (non solo in Friuli), il deflusso dei numeri. Problemi locali. Problemi locali ripetuti anche altrove... FORSE.
E così, TOM TOM aiutando ho trovato la scuola elementare di via TIRSO a SORSO, comune montano in provincia di Sassari. Bella scuola, parcheggio ampio, maresciallo in sereno e cordiale colloquio con qualche, almeno credo, notabile poi ricerca di dove fosse il seggio Nro 9. C'era il 7 e pure l'8, poi c'era il 2, povero vecchio qual sono ho sbirciato e un ragazzino (dio come son giovani anche a 20/30 anni) m'ha detto AVANTI, si fidi. Si son sbagliati. (un lampostil a correggere, NO?).
Passato il controllo identità e idoneità ricevo la scheda, ed è proprio qui sotto, guardatela bene.
Aperta è circa cm 50x40, si piega a tre settori per il largo, poi di nuovo a metà e poi in verticale di nuovo a metà. Ci stava a malapena aperta nella cabina. E poi si dice il SISTEMA ELETTORALE...
Non è solo la stratificazione tipica della "balentìa" sarda che in pratica significa che in verticale quello sopra domina tutti quelli sotto, mentre in orizzontale libere botte da orbi, è proprio l'immagine di questa nostra miserabile Italia incapace di rinnovarsi ed emanciparsi a cominciare proprio da questa scheda che rappresenta I GRANDI FEUDATARI (i candidati "governatori") e poi tutti i vassalli e relativi valvassori e valvassini a garantire che il popolo è sotto controllo.
E così era di nuovo giovedì, giorno importante da sempre a Porto Torres, il giovedì, pochi chilometri da Platamona, Villaggio Grigio, Condominio Marina di Sorso. E allora con 'sto GIOVEDI', giorno di mercato con decine e decine di bancarelle di ogni forma e misura per centinaia di metri alla destra entrando da fuori in Via PIER delle VIGNE, nato a Capua forse nel 1190 per morire in Toscana nel 1249. Reminiscenze culturali per un personaggio non proprio di prima fila per i ricordi del liceo e neppure per le toponomastiche cittadine. Eppure qui è una stradona piena di ambizioni a doppia carreggiata con negozi e supermercati importanti sovradimensionati per nemmeno 23 mila abitanti che diventano però oltre il doppio in stagione e ancor più comprensibili se lo sviluppo di porto ed industrie fosse rimasto ai livelli immaginati quando il denaro pubblico pareva inesauribile. E così quella stradona a doppia corsia va a sbattere nel finale contro vecchi capannoncini e case e non ha più spazio per decidere se essere un "asse attrezzato" , una circonvallazione, una "strada a scorrimento veloce" o banalmente dove si parcheggia comodamente... Comodamente? a parte appunto il GIOVEDI "giorno di mercato" al servizio di una zona con un diametro di almeno 30 km abitato da un misto di pensionati, turisti, sempre meno di mano d'opera industriale, campagna e un residuo di allevamento anche ovino all'aperto e poi residence, campeggi e via raccontando. Ma lasciamo la Pier delle Vigne (da VOI c'é?) mentre sbatte contro il confine e vi costringe o a deviare a destra verso il centro e il mare-porto con le solite Via Vittorio Emanuele e via Roma che in Sardegna ci sono sempre per quanto piccolo sia il paese, oppure a sinistra sulla Via Sassari che diventa ss 131 e arrivi non solo a Sassari ma al resto del mondo, mondo SARDO e non solo perché al resto ci pensano aeroporti e traghetti. Dico lasciamo perché l'obiettivo è il mercato e le sue già dette 10/100 bancarelle, il clima efficiente e concreto che solo una antica tradizione di acquisti e contrattazioni incuriosisce e trasforma il colloquio carrello scaffale con quello più umano fra me che ci ho i soldi (pochi) da spendere e quei simpatici uomini e ragazze che sanno come convincermi a non fare il tirchio ragionando di contante per distrarre l'occhio dalle bilance. Ma tutto questo è il dopo, perché al momento sto ancora ascoltando Radio Rai 3 da prima pagina ché questa settimana, per fortuna, non c'è il, anzi la, giornalista di Libero (che poi due settimane fa forse si erano sbagliati perché han mandato una che pareva di Rifondazione, quella di una volta) ma uno tutto bravino da Il Sole 24 Ore e si può ascoltare senza "alterarsi" troppo. La giornata era molto tranquilla in questa bella camera con uso di cucina e dei soliti servizi, compresi gli alberi tutti attorno e il mugghiare del mare oggi anche lui quasi tranquillo che sarà a nemmeno 200 metri (costruzione di qualche decennio fa, in deroga). E tra i servizi c'è ovviamente il bagno con tutti i necessari accessori un po' miniaturizzati e, al solito, debbo fare i conti con le abitudini della mia coinquilina (e padrona) che non chiude mai niente, fossero tappi di bottiglie, cassetti, sportelli e ante, anzi l'anta in vetro del solito mobiletto sopra lavandino (dove di mio c'è solo un residuo di rasoio elettrico) e con la quale anta ho un contenzioso continuo.
Capita infatti che io sia abitualmente distratto e incapace e quindi quando mi alzo dalla posizione classica... SBANG... vado a sbattere contro lo spigolo vivo, anche se a volte però ho come una intuizione e allora correggo l'elevazione e lo spigolo lo sfioro solamente, cioè la scanso, e la giornata butta sul buono. Qualche volta mi vien da pensare che la padrona lo faccia apposta, quasi con cattiveria nel lasciare l'antina aperta, poi ci ragiono e non mi pare sia tipo da cattiverie tanto più che con l'affitto sono pressoché in regola, puntualmente in ritardo dei soliti due mesi, però mi arrangio con i lavoretti e tengo tutto in ordine, a parte la mia stanza. E poi contribuisco anche agli approvvigionamenti generali, l'altro giorno, ad esempio, ho provveduto ad una scorta di 3 pacchi di ben 18 rotoli belli azzurrini di carta crespa che sono l'ideale per l'igiene urgente specie se il bidet, al solito, fornisce bella acqua superrefrigerata solo quando l'autoclave funziona. E il mercato? già il mercato mi sa che ci vado giovedì prossimo, alle 10 torna il sequel di PRIMA PAGINA e mi incuriosisce cosa diranno al solito gli esperti, quelli veri e seri, quanto a quelli del web son tutti i prevedibili e soliti discorsi di gente che vive in un suo mondo ideale e mi son sempre chiesto ma chi è che commenta in orario d'ufficio e di lavoro... non dev'essere gente costretta alla scrivania da un padrone cattivo ed esigente, né devono essere a uno sportello con tanto di fila, forse saranno nel quieto di un ufficio in "pausa WEB"... PS: stamane libertà assoluta, la padrona è da una sua figlia per un paio di giorni e l'unica incombenza importante è occuparmi della sua cagnolina. Quando c'è la padrona è per me inavvicinabile e mi ringhia i suoi avvertimenti, quando siamo soli invece mi guarda supplice, si sa mai che mi cada un biscotto o qualche pezzo di prosciutto o bistecca. Son d'accordo anch'io, scatolette e granellini per cani non devono essere il massimo.
PS bis: dopo attenti scavi archeologici e consultazioni anche sul TOM TOM, la via non era in onore di Pier delle Vigne ma in ricordo di quando quella zona era, appunto, ricca di VIGNE e quindi deve intendesi VIA DELLE VIGNE. DIMENTICAVO Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti. Parole e partecipanti li potete trovare sul blog "Verba Ludica", al link: http://carbonaridellaparola.blogspot.it/
e il suo Nascita e Avvento del Fascismo che pochi credo, fra i meno vecchi, conoscano o ricordano, non fosse altro per quanto poi accadde negli anni successivi all'interno del PCI divenuto ospite e prigioniero del PCUS.
nel dopoguerra, dal 1918 in poi, tutto poteva accadere e accadde solo quello che l'insipienza politica di un certo modo di fare politica a sinistra poteva ottenere.ermae
PS: non per questo intendo affermare una somiglianza fra Mussolini e Renzi ma solo come un certo modo di intendere, piagnendo, la sinistra può predeterminare il futuro in una situazione di disagio sociale, economico e politico. Oggi certamente diverso, ma soprattutto perché il contesto europeo è diverso. Questa mia lettura di più di 60 anni fa mi è sempre apparsa importante anche per il diverso destino che il futuro determinò per i tre, TASCA, GRAMSCI, TOGLIATTI.
Per caso ho fatto liceo e università a Trieste, quella del TLT e poi del ritorno dell'Italia, per caso mia nonna è di Lubiana e mio padre e i suoi fratelli son nati a Trieste, per caso sono ben informato sulla Croazia compreso Ante Pavelice il cardinale "martire" Stepinac, per caso so che a Trieste c'era la Risiera con la sua ciminiera funzionante, per caso so che la presenza italiana, scusate veneta, è stata molto forte in ISTRIA e in DALMAZIA ma fino a pochi km all'interno dal mare. Per caso quando si ricorda è bene non ricordare a pezzi di comodo altrimenti non è ricordare ma aizzare e mettere di nuovo l'odio, l'orrore, la violenza e le BALLE di parte al centro del supposto RICORDO. Per caso negli anni giovanissimi ero un attivista MSI che ha voluto capire i perché non così facilmente comprensibili.
E non per caso utilizzo un articolo onesto de Il Manifesto con il quale di solito non vado particolarmente d'accordo.
C'è una notizia oggi che ricorre su molti quotidiani, notizia che in fondo è una non notizia se non fosse per l'intervento di un extra comunitario, meglio immigrato, a tentare di bloccare il "solito" scippatore a spese della "solita" inerme passante. E mi è venuto da sorridere ripensando ad anni lontani. O forse non erano anni lontani, eran solo meno di 34 anni fa.
A Napoli c'era il Congresso della Società Italiana di Radiologia Medica a Castel dell'Ovo, io collaboravo con una ditta bolognese che produceva "tutto per la radiologia" così decidemmo di parteciparvi come espositori in un modo insolito, provvedendo al BAR. Così secondo il nostro stile patimmo da Bologna con pate delle attrezzature necessarie e scorte di prodotti e io mi caricai nella vecchia e asmatica Opel Record diesel della cassa (presa a nolo). Naturalmente arrivai ultimo (alle undici della sera) alla bettola dove ci eravamo dati appuntamento e parcheggiai, era proprio lì vicino, davanti a una banca con tanto di guardione in divisa. Lasciai appesa dietro la giacca (capo d'abbigliamento per me inusuale) e l'ingombrante aggeggio.
Fui accolto dalle solite battute relative ai miei orari e ai miei mezzi di trasporti. Erano i 4 venditori (pressoché ragazzini sui 24/25 anni), i titolari (marito e moglie) e il paio di impiegate carine che avrebbero intrattenuto i medici servendo bibite, caffé e sorrisi. Il clima era ovviamente quello solito da vacanza e speranze operose e io divenni il bersaglio di battute su come avrei trovato la mia macchina. all'uscita. E ebbero ragione, il guardione non c'era più, il finestrino posteriore era rotto e naturalmente giacca e cassa eran spariti. Naturalmente chiamai il pronto intervento polizia. E arrivarono con calma aprendo con: ma VOI non sapevate dove siete? Già, non lo sapevo, sapevo di essere in una zona "centrale", non pareva la suburra, comunque evidentemente ero fuori. Di testa e di tutto. E le risate dei colleghi alle spalle del "comunista" (democratico non era ancora di moda) e del difensore dei meridionali e simili, anche se la mia conversione dal MSI al PCI era ancora in fieri e mi godevo il PSI pre-Craxi ed ero orgoglioso delle mie origini proletarie (cominciai a votare PCI e successive denominazioni dopo la morte di Berlinguer).
Ma torniamo ai fatti, vicino al luogo del delitto c'era un grosso parcheggio di taxi e da lettore di gialli Mondadori andai a chiacchierare per sapere se c'era possibilità, pagando, di recuperare la refurtiva (anche perché una parte di quel coso era rimasto nel baule). Mi suggerirono il nome di un bar lì vicino e nei giorni successivi andai a sondare, senza risultato, poi arrivò ovviamente l'ultimo giorno e, vestito da viaggio da passato quarantenne con sprint (jeans e camiciola fuori), mi avviai al solito bar e siccome i jeans erano stretti tenevo il portafoglio con tutti i miei averi SALDAMENTE in mano, così saldamente che ci pensarono due bei ragazzi eleganti e GIOVANI a strapparmelo di mano.
Ma fin qui siamo nella norma, io reagii e nonostante un pezzo di gamba fosse sintetica ero quasi riuscito a brancarne uno quando un gruppo di adulti maschi e femmine, vestiti più che decentemente che stavano attorno a un carretto distributore di molluschi mi si misero per traverso tranquilli, come se fosse loro dovere da bravi cittadini bloccare l'estraneo visitor che, appunto, non aveva capito dov'era. Ebbi un crollo e mi abbandonai a una sequela di inutili insulti poi tornai in albergo sperando di trovare ancora qualche collega e fui fortunato perché riuscii a racimolare il contante per il ritorno (le carte di credito erano ancora di là da venire). Per il rimborso del pezzo rubato mi fu concesso una dilazione, il carrozziere invece NO.
Da allora non sono più tornato in quella città, non per il rischio ma mi è rimasto quel senso di solidarietà interna e interclassista e irragionevole che pare esistere e che il fatto iniziale sembra confermare. PECCATO. Eppure per lavoro nel restante meridione, campania inclusa, ci ho passato olte un mese all'anno per vent'anni senza dovemi accorgere di non essere in casa mia.
Siamo nel 1945 nei fatti ci sono due ITALIA, quella al di là della LINEA GOTICA dove si stava cercando di avviare una ITALIA DEMOCRATICA, e quella dove vivevo io e molti altri dalla Linea Gotica verso Nord, ancora in attesa che l'occupazione tedesca finisse. E così non avevo ricordi di prima mano se non perché proprio oggi per caso leggevo una notizia: il giorno 31 gennaio 1945 veniva decretato il suffragio elettorale femminile, con effetto a partire dal 1 febbraio 1945.
Il 30 gennaio 1945 nella riunione del consiglio dei ministri, come ultimo argomento, si discuteva del voto alle donne. La questione fu esaminata con poca attenzione ma la maggioranza dei partiti (a esclusione di liberali, azionisti e repubblicani) si dimostrò favorevole all'estensione. Il 31 gennaio 1945 venne emanato il decreto legislativo luogotenenziale n. 23 che conferiva il diritto di voto alle italiane che avessero almeno 21 anni. Le uniche donne ad essere escluse erano citate nell'articolo 354 del regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza: si trattava delle prostitute schedate che lavoravano al di fuori delle case dove era loro concesso di esercitare la professione
Interessante notare che non erano d'accordo LIBERALI, AZIONISTI, REPUBBLICANI. In pratica i partiti che rappresentavano meglio la classe dirigente erano tutti contrari e cioè CONTRO erano la CULTURA UFFICIALE, quella delle Università, delle Accademie, i GRANDI GIORNALI e poi i potentati dell' ECONOMIA, della BUROCRAZIA. Persino Mussolini, sollecitato da D'Annunzio, aveva sollecitato un diritto al voto femminile limitato alle elezioni amministrative (poi non se ne fece niente perché preferì i Podestà ai Sindaci).
Concretamente la prima volta che le donne poterono esercitare questo diritto fu in occasione del Referendum, e quindi per la scelta fra Repubblica e Monarchia. Chissà se fosse per in qualche modo orientare il risultato anche del Referendum prossimo venturo. Certo l'assenso pubblico di Pio XII al voto femminile partiva dal presupposto di un migliore controllo rispetto a quello del PCI e degli altri CATTIVONI.
Che sia stata avvertita come una grande conquista ne ho avuto una piccola dimostrazione da un quaderno a righe, stile elementari, ritrovato anni dopo fra le cose di mia madre con sopra incollati pezzi di volantino relativi a tutto questo e poi alle elezioni successive. Io all'epoca ero prima in collegio e poi in Seminario fino alla fine delle medie inferiori.
La foto d'apertura è uno specchio dell'epoca, specie se si pensa che viene da un paesino del padovano e non è casuale questo muoversi in gruppo alla faccia dei vecchi facendosi coraggio l'un l'altra.
... era già suonata la campanella delle 11,40, quella del riposo grande, e prof Benito continuava con le sue tiritere alla lavagna, magari per compensare gli affanni del suo solito ritardino. Finalmente si è girato verso di noi e, scusate Ragazzi, forza uscite ma rientrate puntuali... Più puntuali del solito.
Come no, eravamo già dopo le feste di novembre e dovevamo completare la conoscenza delle ragazzòle del secondo anno per convincere le "migliori" a scegliere chimica e aver da pasturare sul buono prima che se ne accorgessero quelli del quarto e quinto anno. Corsa quindi giù al primo piano dove c'era la pastura del biennio, se andava bene ne portavamo un paio fuori al bar di fronte oltre Corticella proprio all'angolo con il tabaccaio, una paglia è sempre gradita da quelle più sveglie. Sempre che ce ne fosse il TEMPO, al biennio i prof era severissimi sugli orari specie poi le prof.
...all'ANIMA che corsa e per fortuna che abbiamo trovato l'ascensore quasi libero con Benito che ce lo teneva aperto giocando su e giù con gli occhiali. Ci siamo stati un po' stretti perché sempre da un po' viaggiavano in coppia fissa il Benito e quella sua nuova assistente e così eravamo in cinque quando il massimo era quattro. Se ci vede la bidana, sai la tiritera.
...sbarcati, III piano quinta porta a destra, laboratorio di CHIMICA FISICA UNO <Relazione fra lo stato energetico delle molecole e il sistema nel quale sono immerse>. Era quello che Benito aveva dettato prima dell'intervallo, come se noi ci ricordassimo quel che avevamo fatto al secondo anno. L'altro giorno la prof di lettere si era arrabbiata molto nel sottolineare le nostre <lacune> "poi voglio capire se è colpa della vostra prof del biennio o se avete lasciato cadere la PATINA del tempo sulle vostre conoscenze durante le godurie estive". La PATINA ce l'aveva LEI che neanche il SIDOL gliela toglieva più! Infatti c'era stato un brusìo con un sommesso "stronza" a cui per fortuna era stata messa la SORDINA sennò sai come s'incazzava la strega... ...finalmente dallo studiolo stava uscendo il prof con la NUOVA, evidentemente avevano raggiunto un accordo su che esperimenti fare dopo, sempre che non si fossero messi d'accordo per il dopocena, diceva qualche maligno. Chiacchiere di sicuro, il Benito avrà almeno quarant'anni e lei là poco più di venti! TUTTI CAVOLI loro! AVANTI CON GLI OREMUS che adesso comincia, si è già tolto gli occhiali è pure in piedi, mi sa che si è preparato e non ha bisogno di sbirciare il libro, allora dev'essere roba seria...
*E così oggi introdurremo un nuovo concetto, nuovo per voi ovviamente, un concetto applicabile non solo ai sistemi chimici e/o fisici, ma anche ai sistemi biologici e persino alla società. Ogni sistema, di qualsiasi specie e tipologia, può essere descritto come formato da una successione di stati di equilibrio che può essere di tipo statico o dinamico. Se il sistema è statico dal punto di vista delle quantità, non c'è cioè entrata e/o uscita di materia, potrebbe non essere statico dal punto di vista dell'energia. Quindi per parlare di equilibrio ci dobbiamo riferire all'insieme dei parametri chimici e fisici che debbono essere costanti anche in modo dinamico. Attenti a non confondere staticità con omogeneità, pensate ad esempio al sistema ricchezza ITALIA, può essere statico, la ricchezza totale è sempre la stessa, ma la distribuzione all'interno può non essere omogenea e neppure costante nei vari punti di tutto il sistema.
E pensate anche allo scaldabagno a gas o elettrico non importa, se voi mantenete costante la mandata in ingresso, costante il calore fornito, costante la portata in uscita avremo un equilibrio dinamico, cioè in ogni punto quantità e temperatura saranno costanti, e riguarderà quella portata quella temperatura in quel punto.
Anche la coda a uno sportello per pagare i bollettini può essere in equilibrio dinamico se chi esce viene rimpiazzato da chi entra e l'addetto allo sportello mantiene costante la sua velocità relativa. Tutto questo lo possiamo chiamare OMEOSTASI.
Allora scrivete: L'omeostasi è la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna delle proprietà chimico-fisiche che accomuna tutti gli organismi viventi, per i quali tale stato di equilibrio deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso dei precisi meccanismi autoregolatori.
In molti processi biologici, l'omeostasi mantiene la concentrazione chimica di ioni e molecole, e permette alla cellula di sopravvivere.
E meno male che non ho fatto il CLASSICO, altrimenti dovevo tirar fuori anche il greco e questo, se proprio volete e LEI lo sa, chiedetelo all'insegnante di LETTERE...
E adesso andate di là in laboratorio, mettetevi il camice e cominciate a lavare la vetreria senza fare troppo casino che della OMEOSTASI ne parleremo quando faremo i processi industriali in continuo.
MUOVERSI, MUOVERSI e SENZA FAR TROPPO CASINO! *
Questo post fa parte di un gioco di scrittura tra blogger su parole scelte a turno dai partecipanti. Parole e partecipanti li potete trovare sul blog "Verba Ludica", al link: http://carbonaridellaparola.blogspot.it/