martedì 9 aprile 2013

NAPOLITANO: ???N

Napolitano non cambierà mai, la sua storia personale è stata sempre rispettosa dello STATO, meglio, dello STATU QUO. Sia nella sua rispettosissima "minoranza" vagamente liberal-crociana-marxista, sia nei momenti critici come la vicenda Ungherese degli anni lontani quando a rappresentare lo stato di riferimento era la CCCP  (o, se non vi piace il cirillico, URSS ma sempre e comunque la peggior versione del comunismo).

Qualcuno deve spiegargli che i votanti STELLATI e molti degli ELETTI-NOMINATI, non sono le BRIGATE ROSSE, ma anche che BERLUSCONI non è MORO (non per le idee, ma come affidabilità e storia personale-politica) e BERSANI non è BERLINGUER (per la sua storia personale, non nasce figlio di élite vagamente nobiliare, si è "sporcato" concretamente le mani nella gestione di importanti strutture pubbliche, ha già governato, conosce bene i limiti di una collaborazione con il PdL e la capacità di intralciare gli atti di un governo. Bastano le "complicazioni" sulla legge CORRUZIONE).

E, per finire, o si arriva a una verifica fino in fondo del comportamento concreto e sul campo di come, cosa e quanto GRILLO-GRILLINI-STELLINE-ETC intendono fare, o anche una eventuale nuova partita elettorale resterà inchiodata alla situazione attuale o vedrà comunque un risultato premiante il Berlusconi e i suoi prezzolati aficionados, senza che tutti costoro abbiano almeno il pregio che la da poco defunta THATCHER aveva, e cioè SENSO DELLO STATO, ONESTA' PERSONALE, COPERTURA dell'alleato allora importante e cioè gli USA del conservatore,  anche se molto più dotato di realismo politico.

Andare avanti nella scommessa, altrimenti l'Italia resterà sempre la stessa di sempre, un po' di pezze, tutti i gruppi più o meno potenti, regioni che corrono ognuno secondo i tiramenti dei gruppi locali e nessun futuro decente per le generazioni che devono ancora nascere. 

PS: in una prima stesura avevo indicato in BUSH il "protettore USA", capita quando la connessione fa i capricci e non vai a verificare. Me ne scuso con chi è passato di qui e non me ne vogliano. Per chi forse arriva adesso, meglio essere onesti, costa meno!

venerdì 29 marzo 2013

BERSANI-VENDOLA "ONORI"- DARIO FO + penoso di GRILLO

E' la prima volta che condivido le parole e il modo di porgerle di VENDOLA, del quale ho molto apprezzato le dichiarazioni all'uscita dall'incontro con il nostro "grande" Presidente Napolitano in diretta sulla TV di Rai 3 nel pre TG delle 19.

Complimenti , veri, anche a Giuliano Ferrara che ha avuto unao scambio di "opinioni" con Dario Fo e che per carità di Patria, come si usa dire (o forse per rispetto dei supposti meriti di un Premio Nobel) con una occhiata sbigottita ha chiuso velocemente la "discussione" (se tale si possono chiamare i vanneggiamenti  di un tale che giustifica tutto perché, secondo lui FO, ama parlare come se fosse in teatro e quanto poi ai ragazzotti in prima linea come Deputati o Senatori, "bisogna capirli, sono alle prime armi, dategli tempo, si faranno".  

Nel merito? Mi auguro che il PD mantenga la testa fredda e non molli le posizioni, tocca al PdL e a Grillo, oltre che a quei 4 gatti attorno a Monti. Povero Monti, si è giocato tutto quel merito che gli era stato riconosciuto sia in casa che fuori e adesso non è più spendibile neppure all'estero. 

E adesso? giochino Grillo, Berlusconi e Monti, si facciano il Governo che più gli va bene e si riscopra il Ghino di Tacco di craxiana memoria, utilizzando l'arma della Camera per boicottare quel che non ci piace. Ma queste sono malinconie perché  poi naturalmente non sarà possibile rinnegare una storia di responsabilità e serietà e, come sempre, ci si caricherà della Croce di tutti perché naturalmente il PD non è un partito di classe, non è un partito ossessivamente partigiano, ma mi auguro che almeno non accetti l'eterna funzione del fantoccio nella giostra del SARRACINO

 

giovedì 28 marzo 2013

TROIE, e perché non PORCI?

E' molto divertente leggere i commenti sull'espressività verbale del "noto"Franco Battiato che improvvisamente (o improvvidamente?) ha deciso di accettare l'invito a partecipare all'attività politica in prima persona dopo anni di successi musicali ma anche esoterici o pittorici o dipende dall'estro, dalle occasioni e di chi gli dà modo di esprimersi. Ogni volta suscitando interesse e "pagata" ammirazione dai critici disponibili, come sulla sua opera pittorica portata in giro per il mondo con opportune mostre.
« […] la pittura di Battiato, qualora pretendessimo di canalizzarla in un comodo alveo di neoprimitivismo, dimenticando la ricchezza operativa e intellettuale che la sorregge, rischierebbe di apparirci l'hobby d'un artista episodico e dimezzato; mentre, viceversa, osservandola con tutti due gli occhi, della natura e della cultura, ne vedremo i colori sposarsi affettuosamente alle note, alle parole, alle meditazioni dell'autore e in quest'alleanza, per non dire connivenza, spiegarci la cifra inconfondibile di un'anima. »
(Gesualdo Bufalino)
« […] In questi ultimi anni Battiato ha concentrato la sua ricerca, per riscoprire i poteri dell’anima che sono latenti in noi, su un figurativismo, dalla perfetta sintesi espressiva, ch’evoca una dimensione spirituale. Fedele solo ed esclusivamente al proprio mondo interiore, l’artista riesce a conferire ai suoi lavori, eseguiti con la lucidità intellettuale di chi vuole avere un approccio del tutto mistico “con la realtà”, una penetrazione filosofica-poetologica. Il suo talento riesce a esprimersi al meglio nel “costruire” una narrazione volutamente discontinua, costellata di riferimenti alle culture esotiche e al sufismo, che rappresenta una ricerca d’illuminazione interiore, ma anche un voluto gesto di rottura nei confronti di nuove direzioni interpretative. La sua arte coinvolge il fruitore in una sfida intellettuale vivamente stimolante…” ».


Ma torniamo al contemporaneo e all'invettiva che tanto ha colpito una "parte" dell'opinione politica e pubblica in generale, invettiva che è stata tutta incentrata sull'epiteto di TROIE che affollano i sacri seggioloni del potere. E mi ha molto stupito notare come questo illustre artista sia stato platealmente difeso proprio dalle "femmine" che postano nei siti vicini alle STELLINE, e, naturalmente e con qualche distinguo, dai loro amici maschi. E mi son chiesto, perché non usare il termine più appropriato di PORCI?

In fondo l'obiettivo delle commentatrici è quasi sempre il solito, come ad esempio


Berlusconi,quando parla è una fogna a cielo aperto...
Battiato invece ha detto semplicemente la verità e viene criticato...ma che schifo di paese è questo....un paese che permette a un indagato e condannato di entrare in parlamento. Le troie non stanno solo in parlamento..


Ma poi c'é un bersaglio molto più gradito ed è l'attuale Presidente della Camera che penso abbia la colpa d'essere arrivata a quella posizione per meriti "normali" e quindi sia inattaccabile per gli altri motivi che quel TROIE dovrebbe sottindere anche se in fondo, dice sempre una appassionata difesa femminile di Battiato

Quanto perbenismo..... Io nn sono d'accordo: se un politico si appropria di ricchezze nn sue, è lecito definirlo LADRO. Se un politico donna accede a certi incarichi politici senza alcuna qualità se non la sua bellezza messa a disposizione di certi politici...(vedi olgettine) è una PROSTITUTA (troia, mignotta che dir si voglia). 
BASTA CON L'IPOCRISIA. Io sono donna e nn mi offendo se questo concetto viene espresso così. BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAA



sabato 23 marzo 2013

BERSANI, vissuto di azzardi.

Non si può negare che il percorso che il BERSANI deve fare anche solo per presentarsi alle camere è quanto mai arduo e pieno di trabocchetti e insidie, con l'opposizione non poi così nascosta del NAPOLITANO. Opposizione ovvia quella di Napolitano con una storia alle spalle di opposizione del RE ai tempi gloriosi del PCI targato TOGLIATTI, dove rappresentava la cosiddetta DESTRA, corrispondente a un facsimile di storia liberale napoletana di opposizione-protetta al BORBONE.

Un esempio per tutti, l'atteggiamento assunto a proposito dei fatti d'Ungheria del 1956, atteggiamento che nella sostanza si adeguò alla interpretazione filo russa della vicenda.

In quell'anno, tra l'ottobre e il novembre, si consuma da parte dell'URSS la repressione dei moti ungheresi, che la dirigenza del PCI condannerà come controrivoluzionari (l'Unità arriva persino a definire gli operai insorti "teppisti" e "spregevoli provocatori"). Nel momento stesso degli eventi, egli stesso elogia l'intervento sovietico dichiarando: «L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo».

Posizione questa di Napolitano comprensibile vista la collocazione sociale della famiglia d'origine, l'aver (come molti altri, perché unico strumento possibile) svolto attività intelletual-politica nel GUF all'interno del quale già allora si coagulava una fronda che potremmo oggi definire di sinistra (attorno al futuro ministro Bottai, purtroppo "infortunatosi" con le leggi razziali, ispiratore di una  riforma scolastica che finì in niente per la solita opposizione ispirata da Gentile e dai soliti superintellettuali nostrani, dotati di maggiordomo e cameriera, anzi serva).

Ma torniamo al Bersani, classe 1951, figlio di "normali" proletari evoluti verso l'artigianato e quindi a un orizzonte che si lega al passato ma di necessità guarda al presente e al futuro. E comunque va pur tenuto presente che la provincia di Piacenza, e quindi anche Bettola, ha una tradizione e una storia decisamente diversa dal resto dell'Emilia-Romagna. Se appena si scende lungo la via Emilia ecco arrivare a Parma, divisa in due dal "torrente" con da una parte una specie di Stalingrado (anche, se necessario, riottosa e violenta) e dall'altra l'insieme di borghesi con una lunga tradizione di amministrazioni culturalmente favorita sia dalla posizione geografica sia dai DUCHI pre- che post-Napoleone  che contribuìrono a rendere Parma un faro culturale in Europa.  

Poi s'arriva a Reggio Emilia, dove anche il Parroco probabilmente era ROSSO SOVIETICO.  E infine BOLOGNA che non ha certo bisogno di illustrazioni, dove comunque l'azione politica ha sempre avuto la necessità di una continua mediazione che ha portato questa città a uno sviluppo unico anche in questi periodi di crisi.

Questo è il territorio in cui il giovane Bersani si è formato ed è poi arrivato alla politica in una realtà fra l'altro che, proprio a Piacenza, vedeva una presenza cristiana molto forte. Si pensi al giovane Bersani che si laurea in Filosofia con una tesi di laurea su PAPA GREGORIO MAGNO.  E già prima aveva dovuto superare difficoltà familiari, comprensibili.

In un'intervista a Porta a Porta il parroco del suo paese natale ricorda come da bambino e da adolescente Bersani svolgeva in chiesa il servizio di chierichetto. Ricorda inoltre un curioso episodio dell'infanzia di Bersani che finì sui giornali locali: per protesta verso alcune scelte del parroco sulla destinazione delle offerte fatte dai fedeli, il piccolo Pier Luigi organizzò uno sciopero dei chierichetti. Sempre nella stessa intervista, la madre di Bersani ricorda come la famiglia, cattolica e democristiana, fu inizialmente sconvolta dalla scelta del figlio di militare nel PCI e per convincerlo a cambiare idea la madre richiamò a casa suo fratello, sacerdote missionario, affinché parlasse al figlio.

Queste quindi  le premesse che lo portano, dopo vari passaggi tipo Comunità montana e Comprensorio piacentino, a diventare nel 1980 consigliere comunale a Bettola fino al 1985, e poi via via Consigliere regionale con la tornata elettorale del 1990 che lo vedrà poi Presidente della regione nel 1993, dopo esserne stato vicepresidente, e poi la conferma elettorale del 1995. Ed è qui che Bersani deve affrontare la realtà di una maggioranza non monolitica con il PDS al 43.1% (20 seggi), i Popolari al 5.6% (2 seggi), i Verdi al 3,2% (1 seggio) e liste varie al 3.7 (zero seggi) e i 10 seggi del listino. Già in quella tornata elettorale continua la separazione con Rifondazione  che ottiene 3 seggi e che sfortunatamente viene eliminata conl'Ulivo di Bertinottiana memoria all'epoca del Governo Prodi con gli esiti noti.

Per quanto riguarda il Partito e tutti i derivati successivi al PCI rinuncia alle primarie che incoroneranno Veltroni per evitare conflitti inutili poi nel 2009 partecipa alle primarie e le vince. La sua posizione viene così riassunta:


Nel 2009, Bersani decide di candidarsi a segretario del Partito Democratico.
Bersani ha incentrato la sua candidatura sull'esigenza di unire i valori cattolico-popolari con quelli delsocialismo democratico e della socialdemocrazia.Ha inoltre dichiarato il suo impegno per far sì che ogni cittadino possa votare non solo il segretario di partito, bensì anche ciascun parlamentare.
Il 25 ottobre 2009 Bersani vince le elezioni primarie, battendo il segretario uscente Dario Franceschini e il senatore Ignazio Marino, e viene così eletto segretario nazionale del PD. Tra i sostenitori della candidatura di Bersani vi erano Massimo D'AlemaRosy BindiEnrico LettaLivia TurcoRosa Russo IervolinoAntonio Bassolino e Marco Follini.
Comincia così il lungo percorso per raggiungere la piena autonomia dagli antenati e rappresentanti di porzioni precise del Partito, uno dei motivi fondamentali che lo ingessano per i tanti contrasti non solo tattici. 
Molte delle cose che Bersani si proponeva nel 2009 per il partito hanno poi avuto concreta realizzazione come dimostra l'ultima tornata di primarie, anche se rimangono ancora molti problemi a livello locale. 
I risultati elettorali del febbraio scorso hanno fatto rialzare la testa a quanti erano finiti in ombra ma Bersani ostinatamente accetta la sfida, come altre volte, ben consapevole delle difficoltà e dei tanti che, nelle alte cariche del partito, sperano   nel suo insuccesso e, soprattutto, avendo contro il compagno NAPOLITANO tutto normalità e inciucio. Effettivamente molti aspetti del "comunismo emiliano" appaiono strani nel resto d'Italia, ma è anche vero che gli anni di governo locale (anche perso e poi riconquistato, come a Bologna) che quella esperienza è stata positiva anche, o soprattutto, per i risultati in benessere e LAVORO.

PERCHE' NON DOVREBBE ESSERE ANCHE PER L'ITALIA INTERA?

A MENO CHE VERAMENTE NON ASPIRIAMO SOLO A PETTINAR LE PECORE...











giovedì 21 marzo 2013

TONACONI di tutto il mondo, UNITEVI!

Alla fine, è ampiamente noto, i curiali mollarono e l'argentino vecchio e vigoroso prese la fuga e vinse. E tutta l'Italia (e anche parte del mondo) cominciarono a respirare, e ne avevano bisogno con tutto quel po' po' di casino dei risultati elettorali. Dopo il respiro di sollievo (almeno il Vaticano tiene) è poi esploso l'entusiasmo popolare favorito anche dal carattere disponibile e dal nome del FRANCESCO e, ultimo ma non trascurabile, dal vigore e dal portamento di questo qui, classe 1936. 

Già, combinazione, lo stesso anno del SILVIO e, mi pare, senza i ravvivamenti e i contenitori di stomaco di cui all'apparenza il Francesco è privo. E credo pure nella sostanza. Certo che qua non siamo molto abituati a un potente che non viaggia iperprotetto, che disdegna troni e ori, che è il primo la mattina e l'ultimo ad uscire di Chiesa la sera. Trucco, direi proprio di no. Di certo abitudine, ma sacrosanta abitudine.

Vissuto per gran parte della sua vita in uno stato a regime dittatoriale o faceva come qualcuno dei suoi superiori che giocava a tennis con i capoccia, magari scambiandosi consigli e informazioni, o stava defilato con intelligenza, come appunto Francesco ha fatto. L'altra volta, la volta di Ratzinger, l'avevan giudicato  prematuro e si era fermato al secondo posto,magari l'avevan giudicato pericoloso perché troppo giovane e sarebbe durato troppo. Stavolta han dovuto e voluto mollare, metti che arrivasse qualcuno con il carattere e le intenzioni degli americani, almeno questo qui non parla nè di aborto, matrimonio gay, di rinuncia al celibatoe/o, di aborto e/o altre consimili piacevolezze. Se poi se ne intende di soldi, meglio ancora, si sacrifica qualche vecchietto e poi ci si regola.

Poi però qualcosa d'altro si muove e proprio ieri alla luce del sole con l'incontro personale o via etere con i portavoce delle altre due religioni in qualche modo legate alla Bibbia. E lì si trova un richiamo preciso a quanti credono in un unico DIO, peccato che proprio sulla base dell'unico DIO si siano da sempre, in epoca storica, compiute stragi, guerre, distruzioni quasi sempre per coprire desideri di prevaricazione e sottomissione di altri. Per non parlare delle stragi e guerre fra cugini a caccia di eresiarchi ed eresie.

E allora ecco arrivare gli ATEI DEVOTI, quelli che hanno come guida CICCIO FERRARA e come riferimento IL FOGLIO, come per caso legato alla famiglia Berlusconi. Alle prime mosse del FRANCESCO erano ironici e perplessi, dopo un paio di giorni son tornati tranquilli, anzi contenti

La CONCLUSIONE? Eccola:

Il Papa si è poi rivolto ai “rappresentanti del popolo ebraico”, al quale “ci lega uno specialissimo vincolo spirituale”, e ai musulmani “che adorano Dio unico, vivente e misericordioso”. Nonostante il discorso fosse scritto, Francesco si è concesso qualche parola a braccio quando ha parlato dell’importanza che ha “per la chiesa cattolica la promozione dell’amicizia e del rispetto tra uomini e donne di diverse tradizioni religiose”. Una frase che ha voluto ripetere due volte.

BUFFO, per gli altri, quelli di Bisanzio, c'è stata la promessa di un viaggio e gli abbracci, per gli altri, quelli amici di LUTERO qualche saluto di passaggio! 

Che l’ecumenismo sia un tema particolarmente caro a Papa Francesco lo si era già capito la sera dell’elezione, quando dalla Loggia delle Benedizioni citò sant’Ignazio di Antiochia e l’incipit della sua lettera ai Romani secondo la quale “la chiesa di Roma presiede nella carità tutte le altre chiese”. Ieri il Pontefice ha ribadito il ruolo centrale dei rapporti tra i cattolici e le altre confessioni cristiane quando ha chiesto di incontrare separatamente e privatamente, prima di tutti gli altri, Bartolomeo I e il metropolita Hilarion, presidente del dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca.  

TEMPI DURI PER I LAICI CHE PENSANO!

domenica 17 marzo 2013

BRUCIA! la miseria se brucia...

Brucia la mossa del PD di sparigliare le carte rimettendo in discussione la sacrale e comprensibile scelta dei candidati al sacro soglio di Camera e Senato. Certo la scelta di Franceschini e della Finocchiaro sarebbe stata la conclusione di una onorata carriera politica ma, purtroppo per loro, avrebbe avuto il marchio oggi poco spendibile di fuori tempo e luogo. C'è chi addirittura ha giudicato la esclusione di Franceschini come una dimostrazione della ormai nessuna influenza dei cattolici sulla sinistra e, in generale, sulla politica italiana tanto più che lo stesso Monti ha messo la sordina sul suo essere in sintonia con organizzazioni di chiara matrice cattolica (e operativa!) come S. Egidio. E non parliamo del PdL con il rancore del Berlusconi per essere stato di fatto (o in apparenza? forse sì ma solo per il nuovo PAPA) scaricato.

Ma veniamo alle reazioni e in questo a destra, o meglio nel fronte CRI(croce rossa)-Berlusconi, alzo zero sul mancato controllo di Grillo sui suoi, addirittura qualcuno contraddice quanto sostenuto nei giorni scorsi, c'è stata persino una filippica del gigante (della politica) come BRUNETTA che sottolineava come OBBLIGO ETICO il rispetto degli ordini di scuderia (roba da vecchio PCI sezione quartiere San Donato a Bologna anni 960) con un tono da Golia, per non parlare di QUELLO LA' che ha cercato di affrontare le poche decine di contestatori che non rispettavano i suoi occhialoni pro LEGITTIMO RIPOSO a scopo prescrizione con una invettiva da scuola elementare:  VERGOGNATEVI VERGOGNATEVI (se non fosse stato ritinto poteva dire: rispettate i capelli bianchi, un classico). Chissà se ha agitato il ditino, di certo abituato ad essere seduto sul trono con pacchetti da 500 euro a lato e ai suoi piedi genuflessi e adoranti seguaci, il drammatico riferimento al finale di Craxi lo deve avere choccato.

Strano questo comportamento del berlusconismo verso gli STELLINI, tenuto conto che si calcolano in circa 6 milioni i pidiellini spostatisi sul MOVIMENTO e solo quasi 3 milioni i SINISTRI che gli hanno fatto compagnia. A meno di non voler ammettere che la sinistra con tutti i suoi limiti e difetti produce persone abituate a voler pensare in proprio, diritto che con difficoltà accettano di delegare. Ma questa è un'altra storia che forse racconteremo poi-

Tutto questo, tuttavia, era scontato come le solite invettive di Sallusti e consimili, ma ecco arrivare di rincalzo subito gli intellettuali seri, come l'ERNESTO dei GALLI della LOGGIA
È come se quella Sinistra che viene da lontano (e la parte cattolica che da tempo le si è aggiunta) si fosse convinta di non poter più trovare al proprio interno, nella propria storia, né volti, né voci, né biografie capaci di rappresentarla veramente. Come se essa giudicasse ormai irrimediabilmente inutilizzabile la propria vicenda politica, vicina e meno vicina: in un certo senso le proprie stesse radici. Rifiutatasi dopo essere stata comunista di divenire socialdemocratica, e sempre in preda all'antica paura di dispiacere a sinistra, la cultura politica del Partito democratico sembra aver smarrito il filo di qualunque identità che si colleghi al suo passato. Sicché oggi le è apparso naturale designare ai vertici della rappresentanza del Paese da un lato un importante membro della magistratura inquirente, dall'altro una apprezzata funzionaria internazionale, impegnata nella difesa dei diritti umani.

Felici i tempi del Candido e dei TRINARICIUTI di buona memoria, che i giovani forse non conoscono, tutti Stalin e partito. E avanti con l'accusa di NON POLITICA! E sembra muoversi nella stessa direzione anche il PURISSIMO MANIFESTO con il suo COLPO GRASSO.  L'obiettivo è quindi rimasto, governo inciuciato, tutto il resto non va bene, i COMUNISTI vanno controllati, specie se assomigliano di più a qualcosa di moderno. Insomma, rendono di più quelli della FIOM per difendere i propri moduli di INTERESSE e quindi attacchiamo questo nuovo andazzo fuori dalla tradizione. 

P.S. E MONTI? qualcuno dice che le ha sbagliate tutte, cito Minzolini per quel che può contare, visto che è stato Monti a cacciarlo dalla RAI:
"Monti esoso. Per votare Schifani al Senato ha chiesto il Quirinale per sè e Palazzo Chigi per Bersani. Quando si accorgerà di essere in saldo..."

mercoledì 13 marzo 2013

HABEMUS PAPAM!

Mentre tutto il MONDO (cioè, almeno spero, solo l'Italia serva e servile) è in trepidante attesa di chi sarà fra poco a presentarsi vestito di bianco qualificandosi come il nuovo agente esclusivo del Cristo cattolico (gli altri cristiani pur riferendosi alla stessa BIBBIA e tradizione hanno opinioni diverse) in TERRA, con tutti i poteri di LEGARE e SLEGARE  ogni anima, persona o associazione di individui nell'interesse della suprema conquista del futuro PARADISO, ovviamente là da dove tutti torneremo e riandremo al momento della RESURREZIONE FINALE. 

Appunto, mentre etc., mi veniva in mente una tradizione della mia infanzia sia che fosse nell'estrema periferia di Ravenna (case popolari di via FIUME), sia in via Lughese della paciosa pianura di San Prospero di Imola o nel ben protetto collegio per orfanelli e assimilati di Villa San Martino di LUGO (i luoghi della mia infanzia tra gli 8 e 10 anni). 

Questa tradizione in pratica consisteva in una specie di rito di iniziazione che i "grandi" della fine elementari praticavano sui più piccoli e Il tutto consisteva nel predare il poverino, stenderlo a terra, togliergli i calzoncini (allora solo corti) e le mutande (sempre che le portasse) osservare cosa emergeva e poi ritualmente sputargli "sopra" gridando in coro: TCI UN PEPA, TCI UN PEPA (sei un Papa, sei un Papa). Dopo di ché il poverino si rivestiva ed era ammesso nel mondo dei grandi.

Non so se il rito fosse lo stesso, qualche anno dopo (terza media) ero in Seminario e avevo da poco cambiato anche Padre Spirituale perché quello ufficiale mi pareva piuttosto ruvido (non per niente era un ex Monsignore dell'Esercito) e dopo un po' di incontri settimanali, a cui eravamo tenuti, mi chiese se poteva controllare il mio stato di maturazione e ispezionò attentamente, con occhi e mani, quel coso che già pochi anni prima era stato ritenuto adatto ad esser PAPA.

Solo molti anni dopo, ma ormai ero nella mia splendida Trieste, mi venne il dubbio che quella ispezione avesse altro scopo però quello scherzo fanciullo di nomina a PAPA mi faceva pensare.

Fa niente, festeggiamo allora questo nuovo PAPA, chiunque sia, purché non abbia l'abitudine di ficcare mani e occhi su questa povera Italia così da lasciarla diventare ADULTA e INDIPENDENTE, come molte altre fortunate nazioni europee.

HABEMUS PAPAM?     preferirei HABETIS!