martedì 27 novembre 2012

ILVA (& C.) e FIOM: compagni di MERENDE.

In una visione di rapporti classici il SINDACATO è la rappresentanza dei lavoratori nei confronti del PADRONATO. E tutto è andato bene finché tutto è rimasto come qualche tempo (decenni e regimi) fa. In fondo era facile, le richieste di tipologie di lavoratori era semplice: operai e impiegati e come al di più eventualmente la DIRIGENZA.

C'era anche una certa realtà di divisione di categoria politica: gli OPERAI a CGIL e UIL, gli IMPIEGATI agli AUTONOMI + un po' di UIL e tanta CISL e, per i DIRIGENTI, un sindacato più o meno fantoccio con parvenze di autonomo o simili.

Naturalmente nelle aziende PRIVATE, mentre in quelle PUBBLICHE le organizzazioni sindacali erano (e ancora in gran parte sono) dotate di molta fantasia e di tipo sostanzialmente filo governativo e, comunque con connotazioni prevalentemente corporative a difesa dei piccoli e grandi interessi particolari. Basta prendere ad esempio l'ENI degli inizi quando la maggior parte dei dipendenti veniva quasi esclusivamente da un paesotto marchigiano, quello originario di ENRICO MATTEI  (Acqualagna e dintorni dell'attuale provincia di Pesaro-Urbino), fino al grado di QUADRO. Naturalmente travestiti da democristiani o, almeno Cislini.

Poi le grandi e grandissime strutture industriali e gli stabilimenti tradizionalmente al NORD con punti di massima presenza a Genova, Torino, Trieste, oltre la Lombardia o a Bologna ed è a questo punto che entra in gioco anche la CGIL e i suoi iscritti, molto spesso emarginati e, sopratutto, bloccati in ogni accesso a gradi di responsabilità. Poi il mondo cambia, é storia degli ultimi 30 anni, politicamente una qualche attenzione va data alla sinistra, durante gli anni pesanti la CGIL diventa sinonimo di difesa dal terrorismo, i sindacati metalmeccanici allora si uniscono e si rendono conto del loro potere contrattuale così la discussione non è più fra PADRONI e LAVORATORI, ma LORO, uniti, e lo STATO, ufficiale PAGATORE.

Il sindacato perde la sua funzione di difesa dei dipendenti non tanto perché non tutela le retribuzioni (che del resto erano e rimangono più basse in termini reali rispetto al resto d'Europa, quella di allora), anzi tutta la difesa è nella staticità dei posti di lavoro ma anche, purtroppo, nella loro QUALITA'. Così intanto il PADRONATO ne approfitta per banalizzare la forza lavoro necessaria e usare l'appoggio politico dei nuovi partiti che si avvicinano al Governo, attraverso il condizionamente sindacale, particolarmente violento nella "trimurti" di FIM, UILM e, soprattutto, FIOM (la FIM-CISL sarà molte volta la più estremista). 

E così quando il "numero" degli aderenti è determinante ai fini del potere all'interno delle corporazioni succederà che, specie nella CGIL (CISL e in parte UIL nell'impiego pubblico), l'intero organismo confederale dipenderà da chi esprime, come la FIOM, numeri e compattezza determinante. In questo modo l'ubriacatura del potere fa dimenticare che i PADRONI possono cambiare e fallire ma i LAVORATORI saranno gli unici a restare con il CULO NUDO per terra, sempre che non intervenga LO STATO. E inesorabilmente si arriva a situazioni come FIAT, o come ILVA, o come certe aziende in SARDEGNA, che il sindacato ha nei fatti trascurato solo perché era inimmaginabile che lo STATO ne permettesse la dismissione (tanto più per colpa, o merito, della UE o della GIUSTIZIA).

Ecco perché COMPAGNI DI MERENDE, perché CONSAPEVOLMENTE hanno ignorato i RISCHI nei luoghi di lavoro, CONSAPEVOLMENTE hanno ignorato gli effetti all'esterno, CONSAPEVOLMENTE dovevano capire cosa succede nel resto d'Europa e del mondo e adesso, per dirla con LANDINI sono lì a chiedere e pretendere che lo STATO faccia quel che IL SINDACATO doveva pretendere dal PADRONATO, in difesa della salute, del posto di lavoro e dell'adeguamento produttivo.

E, ovviamente, lo chiederà con la solita arroganza, la stessa arroganza con la quale LA SEGRETARIA GENERALE  DELLA CGIL ha dichiarato il suo voto per le PRIMARIE PD. E non me ne frega niente che abbia indicato, a urne aperte, PIERLUIGI BERSANI esattamente come il tapino sottoscritto BENITO CREMONINI pensionato, veda di riportare la CGIL ai suoi DOVERI, quelli sì nell'alveo di una storia antica e gloriosa, quella di DI VITTORIO oltre che di ACHILLE GRANDI e BRUNO BUOZZI, quest'ultimo ucciso nel 1944 la sera prima della formalizzazione dell'accordo fra i tre grandi filoni ideologici che dividevano l'Italia, ma univano l'insieme dei LAVORATORI. 

PS: con molta più delicatezza La STAMPA si esprime oggi  inun editoriale di Paolo Baroni sperando che se qualche miliardo (di EURO) salterà fuori per Taranto, qualcosa arriverà anche per la FIAT adorata.

Quanto a Landini, più sopra linkato, Prima dell'intervento del ministro, Landini, ha sottolineato che "l'unica cosa che potrebbe scongiurare uno sciopero unitario il 29 novembre è che il Governo, il presidente del Consiglio, convochi tutte le parti sociali e si assuma la responsabilità di creare le condizioni affinchè l'Ilva non chiuda e che all'Ilva vengano fatti gli investimenti necessari per produrre senza creare problemi né ai lavoratori, né ai cittadini".

lunedì 19 novembre 2012

BERSANI ultima speranza.

Lo debbo dire, improvvisamente, incredibilmente e involontariamente e forse per la prima volta da quando poco più che ragazzino andavo per strade e piazze di Trieste a invocare ITALIA mi sono commosso.

Nel conforto del Teatro Massimo di Cagliari seduto sulla poltrona di platea (rossa, arancione? non ricordo) subito sotto le telecamere (a proposito, credo andassero a parole, durante tutto il discorso è stato un continuo parlare quasi a coprire le parole che arrivavano dal palco) é arrivato il quasi OMONE BERSANI strattonato e quasi trasportato dai suoi, la spalla sinistra alta, la destra quasi sotto l'ascella di chi gli sta a fianco. A quel punto è stato una specie di flash, ultima speranza, addosso a lui quante responsabilità e quanti desideri con un magone, fino alle ridicole lacrime,  mai provato in una riunione politica.

Non credo fosse merito del PIERLUIGI, anche se le parole ascoltate erano VERE, senza vasellina o enfatizzazioni pro o contro, a parte la promessa che non dipenderemo né da MERCATI né da TABERNACOLI (applauso vivo al TABERNACOLI). E' stato, a mio vedere, come il dire a me stesso senza velature che la posta stavolta è alta per tutti noi italiani e io e i miei coetanei siamo quelli che rischiamo meno, ma gli altri no, hanno una vita davanti. Per la mia generazione alla peggio andrà sempre meglio di quando siamo nati (di speranze ne abbiamo avute a vagonate e in molta parte arrivate) per tutti gli altri si rischia di bruciare la fiducia nel poi.

Fiducia in se stessi e in quanto li circonda, l'inevitabile chiusura nel privato il più ristretto possibile, lo scontro egoistico su diritti e doveri e i tanti sovversivismi che tanto piacciono a chi preferisce ubriacarsi di illusioni anziché rimboccarsi le maniche del cervello.

E proprio il realismo pacato ma fermo del Bersani a questo punto mi hanno in qualche modo rassicurato, finalmente niente più BALLE o SOGNI inutili.

SPERIAMO che assieme ce la CAVIAMO! 

martedì 13 novembre 2012

L'UNIONE SARDA del CASU, per gli AMICI

per la pace in famiglia di nuovo l'UNIONE SARDA è di casa, si disturbano un po' gli altri quotidiani quando tornano tutti assieme dalla solita edicola (quando emigro in continente tutto più tranquillo, l'UNIONE è assente), ma c'è sempre qualche spunto interessante, specie tra gli editorialisti. Come quello di oggi, Roberto Cosu, con un titolo promettente "L'Italia Invisibile dei Fantastici 5". Lascio la lettura ai più volenterosi, sappiano che in altra parte della UNIONE si sostengono opinioni molto più favorevoli su questi stessi 5 "fantastici", ma questo non importa e fa parte del gioco e della rudimentale fantasia di qualche fan spiritoso e volutamente, spero, ironico!

quel che colpisce è la chiusa dell'editoriale che, dopo aver riportato i vari desideri dei 5 (Bersani, Renzi, Vendola, Tabacci e Puppato) afferma, riassumendo il tutto,

"...meglio essere benestanti e avere il posto fisso che essere poveri e disoccupati" La prossima volta, magari, diteci come si fa!

E su questa conclusione del CASU credo che si potrebbero dare risposte esaurienti e molteplici e, quella che mi viene più facile é:

     "scegliendo dove e da chi nascere"

sulle altre che potrebbero riferirsi, ad esempio, a parti anatomiche indipendenti dal sesso come la lingua (e le opzioni sul dove applicarla) si potrebbero raccogliere volumi di espressioni goliardiche. Su altre ipotesi potranno sbizzarrirsi quelli che per caso passeranno di qui, sol che si tenga presente che proprio questa splendida isola è, tra tutte le regioni d'Italia quella più rigidamente attenta a tenere ognuno nel suo posto (nel senso classico di quandp dici allo scolaro: sta al tuo posto), senza avere disponibile, rispetto alla Sicilia, neppure la via moralmente complicata della mafia. 

la stessa balentìa è predisposta a consolidare la statiticità sociale come costruita da strati sovrapposti all'interno dei quali ognuno lotta per la supremazia, soggiogando quelli inferiori e subendo quelli sopra.

domenica 11 novembre 2012

storie di paese e di piccola politica

In Lombardia c'è un paese come tanti dal nome un po' insolito "PIEVE EMANUELE", il nome Emanuele arrivò con l'unità d'Italia nella speranza che un qualche SAVOIA si ricordasse anche di loro.

All'inizio del ventesimo secolo furono apportate al paese alcuni miglioramenti; fu costruito un pozzo artesiano poiché le falde acquifere stagnanti provocavano ai cittadini casi di tifo. Nel 1904 fu anche portata in paese la corrente elettrica. Purtroppo però i due disastri delle guerre mondiali sconvolsero anche Pieve che diede il suo contributo di vite umane. Durante la Seconda Guerra Mondiale la popolazione si ribellò al fascismo e anche Pieve ebbe i suoi martiri tra i quali Luigi Gemelli un diciottenne della 142ª brigata SAP, fucilato dai tedeschi nel 1945 a Roccasusella (PV), insignito di medaglia d’oro e commemorato ogni anno. Nella seconda metà degli anni quaranta, venne costruita una scuola elementare a pochi metri dalla parrocchia di sant'Alessandro e fu dedicata a Luigi Gemelli.

Ma anche qui qualcosa cambiò con l'arrivo del lavoro anche in questa zona che dal milanese porta verso Pavia, certo è forse la più bassa della bassa lombarda, pur essendo un borgo sostanzialmente agricolo l'interesse dei costruttori arrivò anche qui

Nel dopoguerra Pieve inizia, come molte altre città satelliti del milanese, a trasformarsi gradualmente da borgo contadino a zona industrializzata ed edificata. Dal 1963, 2 km circa a sud dell'antico borgo, nasce il villaggio Incis; la popolazione inizia ad aumentare costantemente con l’arrivo di famiglie provenienti da tutte le regioni d’ Italia. Agli inizi degli anni ottanta, nasce via dei Pini e il Residence Ripamonti e intorno agli anni novanta la zona "Villette", unita al vecchio borgo pievese.

E, fra i tanti, arrivò anche Ligresti attraverso una delle tante società e alla fine lasciò un regalino: due edifici del genere grattacellini a nove piani e un po', solo che per un qualche motivo non trovarono collocazione e furono abbandonati al loro destino, così come la zona circostante che di degrado in degrado fece la fine ovvia di ricettacolo di ogni congrega più o meno illegale. Poco interesse attorno anche per la sua natura di ostinata amministrazione di centro-sinistra. La penultima volta, finalmente passarono l centro-destra e l'interesse divenne più concreto, anche perchè forse gli immobiliaristi avevano bisogno di chiudere per vedere di racimolare qualcosa (le traversie ultime del gruppo Ligresti ha fatto ampia notizia e spesso, certo casualmente, il loro destino ha avuto una accelerazione formidabile con i cambiamenti governativi dell'ultimo anno).

E adesso, finalmente, il grande clou, un po' di TRITOLO e SBOOM i due rottamoni sono stati rasi al suolo.

Ora, finalmente, la svolta. Il frutto dalle edificazioni selvagge del passato è stato demolito con cento chili di esplosivo dalla General Smontaggi nell'ambito di un piano di riqualificazione promosso dalla Regione Lombardia in accordo col Comune di Pieve Emanuele e l'Aler. All'interno dello stesso programma di recupero, nel 2011 sono stati distrutti altri quattro palazzi abbandonati, con affaccio sul quartiere.

“Le demolizioni effettuate questo pomeriggio rappresentano l'abbattimento di un modo di fare politica legato al malaffare. L'abbattimento di un passato ingombrante per la città”, afferma il sindaco di Pieve Paolo Festa, che ha assistito al crollo insieme all'assessore regionale Nazzareno Giovannelli e ai rappresentanti di Aler. In una città presidiata dalle forze dell'ordine, con le strade di accesso al quartiere chiuse al traffico già a partire dalle 12, la fine degli ecomostri è stata seguita in diretta anche da centinaia di cittadini.

Sulle ceneri degli scempi ambientali sorgerà una nuova area residenziale con case e negozi. I primi 560 appartamenti saranno pronti entro il 2015.


Eppure non tutta la festa è stata completa, la vecchia amministrazione di centro-destra aveva fatto le cose per benino. Infatti la nuova amministrazione di centro-sinistra s'è trovata tutto fatto: progetto, gare di appalto e tutto quello utile perché non si cambiasse niente di importante e il nuovo sindaco al massimo lo può sottolineare.




martedì 23 ottobre 2012

I POMPOSI DELLA GRANDE SCIENZA UFFICIALE

Grande scandalo, in Italia con riflessi internazionali (scende in campo anche NATURE, la bibbia internazionale ufficiale su quanto di bello, di serio, di consolidato si dice nel mondo su natura e dintorni, purché approvato da LORO). Già, cosa é accaduto di così fantasmagorico? La crema della più meglio gente esperta di sismi è stata condannata (in primo grado, attenti, a oltre 6 anni, quando il PM si era limitato a chiederne poco più di 4).

Ed è venuto giù il mondo, i maggiorenti a dire che anche i sassi sanno che nulla si può prevedere sui terremoti, può essere oggi come domani o a morte di Papa. E allora, scusate, che ci state a fare, mettete un cartello fuori della porta e dedicate il vostro tempo alle mappe sismiche che serviranno agli uffici competenti per indicare la normativa edilizia.

Rimane però ancora da ricordare qualcosa e cioé che, se non si può prevedere in un senso, allora vale anche nel senso contrario. E cioé se non potete prevedere il quando non potete neppure affermare se manca un giorno, un mese, un anno o, siamo larghi, il tempo di durata di un governo, qualunque esso sia.

Non sono nella testa dei giudici, e ci mancherebbe, ma il problema era se hanno emesso un parere, questi POMPOSI, in SCIENZA e COSCIENZA, o se hanno legato l'asino là dove voleva quel padrone che non era ancora pronto a capire come sarebbe andata la gestione dell'eventuale sisma. Il bello, o meglio il brutto, era che il responsabile maximo doveva conoscere la realtà antisismica dell'habitat interessato, o almeno avrebbe dovuto, compresa la realtà vera delle costruzioni anche recenti rispetto alle prescrizioni di legge.

Quindi tutto qui e invece è la scena di un qualche racconto medievale con i parrucconi attorno al letto dell'ammalato e siccome tra gli ammalati non ci sono duchi e granduchi se anche la TRIACA proposta non funziona che voi che succeda? Già, dicevano i miei amici triestini: CAN NO MAGNA CAN. O, se volete, quando i medici ebrei convocati da Stalin scivolarono su una buccia di banana e il potentissimo colse l'occasione per toglierseli dai piedi.

Ma torniamo ai fatti, e una volta tanto son d'accordo con IL FATTO. 

<Ma ora quegli stessi tecnici, al contrario di quello che scrive la maggior parte della stampa, non sono stati condannati per non aver saputo prevedere il terremoto, ma per aver svolto con negligenza il proprio compito. Gli imputati – secondo l’accusa – erano tecnici, ma non hanno svolto il proprio dovere. Esattamente come in queste ore stanno facendo alcuni giornalisti che non possono ignorare i fatti, rischiano così di svolgere con negligenza il proprio compito. > 

 Tutto a questo punto quadra, finalmente i POMPOSI hanno fatto il loro mestiere e hanno meritato il giusto compenso e possono tornare ai loro giochi di cattedre e simili simpatiche cose.








sabato 22 settembre 2012

e adesso BUON APPETITO

ma non é poi così semplice a cominciare dalla contraerea già partita spontaneamente


ma nessuna meraviglia, bastava leggere il grande MERLO di Repubblica oggi (attenti,non sono obiettivo, ma anche loro...). Il titolo é in linea con il tono scanzonato, ma ci siamo abituati: BATMAN e la banda degli onesti. E così prepariamo il concetto, che diventa esplicito dopo:

E cominciamo con i 14 consiglieri del Partito democratico, che certamente non appartengono alla commedia né alla farsa ciociara, non sono indagati, non si trimalcionizzano e non si travestonoda grecoromani. Anzi, al contrario dei fastosi e spudorati banditi del Pdl, non si espongono e neppure si compromettono con il codice penale. Hanno infatti il pudore di nascondersi, che in latino  -  lo dico per restare in tema di romanità classica  -  si dice latére, il cui frequentativo è latitare.

Dunque i 14 democratici, come i 5 dell'Italia dei valori, i 2 di Rifondazione comunista, i 2 di Sel, i 6 dell'Udc, i 2 della Destra di Storace e i 13 che fanno capo alla Polverini, "latitano", e di nuovo lo dico in senso latino infatti solidali, di una solidarietà "economico parametrale" direbbe un sobrio tecnico. Per noi, che invece sobri non siamo, somigliano ai compari di fiera, quelli che sempre stanno al gioco perché nel gioco hanno un interesse.

Ma andiamo alla conclusione:

Ecco cosa ci insegna lo scandalo del Lazio: non basta essere onesti per essere onesti, e non è un calembour. Anche l'onestà, come si vede, può diventare complicità, l'onestà pirandelliana, l'onestà dostoevskiana, l'onestà dei funzionari che onestamente supportano e fanno funzionare il reato. Sono i colletti bianchi di Crapulopoli.

Brillante, condivisibile solo una domanda, come mai la grande stampa arriva sempre "dopo"? Dopo cioé che la magistratura, le beghe interne, un qualche incidente di percorso nella cronaca. Certo poi azzannate bene, vedi i ritornelli sulle domande a Berlusconi, e adesso con Formigoni,masempre sullo stesso osso e quasi mai su notizie o foto scoperte da voi. Di solito da indiscrezioni, letture di atti più o meno secretati e tonnellati di commenti, e le analisi (?). Già, le analisi, D'Avanzo é morto a fine luglio e, certo, di mezzo c'erano le ferie, ma ci dobbiamo accontentare dei MERLI, anche quando non si parla dei suoi pallini personali sul calcio?

Ma basta conmalignità, a Repubblica Bersani non piace, anzi é il PD che non piace perché si deve spaccare nei vari rivoletti così da ingrossare il NUOVO VECCHIO che avanza nella speranza di realizzare quel centro di "moderati" laici e bla bla e finalmente creare quella sinistra sinistra in cui rottamare qualsiasi illusione di attualizzazione. Già, una volta spaccato il PD si crea una specie di nuovo PC che in pochi anni farà la fine del Partito Comunista Francese.

Diverso il punto di vista de Il Sole 24 Ore,
la notazione di Stefano Folli é ben più meditata,
 a cominciare dal TITOLO:

C'è del metodo a sinistra: Vendola, le primarie, il congresso Pd (in corso)

Non è strano che le primarie del Pd assomiglino a una sorta di congresso che si svolge in piazza, nei gazebo e in televisione. Era nella logica delle cose da quando Bersani, non senza coraggio, ha accettato di mettere in gioco la sua leadership, anzichè pretendere un plebiscito su decisioni prese altrove. Quindi, primarie uguale congresso. Tanto più che al momento i candidati sono tutti del Pd, con Vendola che ha molta voglia di restare fuori e Tabacci unico rappresentante esterno in campo.
Peraltro, se è vero che il congresso è già cominciato, il giovane Renzi in un certo senso lo ha già vinto, almeno dal punto di vista mediatico. Ha dato una scossa

D'altra parte Bersani è ancora in grado di controllare la situazione, specie se le regole delle primarie, tuttora misteriose, metteranno qualche paletto volto a favorire la partecipazione dei militanti del centrosinistra a scapito di quei «delusi da Berlusconi» (cioè voto d'opinione lontano dal Pd) a cui si è rivolto l'intraprendente sindaco fiorentino. In fondo ha ragione il manager Gori, che al quotidiano «Pubblico» ha detto: «Fra Bersani e Berlusconi, Renzi potrebbe battere più facilmente il secondo». Analisi corretta.
Questo punto di vista del giornale di Confindustria trova conferma nell'articolo che si occupa dei guai della Regione Lazio, senza i paralleli di comodo del Merlo

In ogni caso quello che succede nel Lazio (e altrove) equivale a un potente carburante per tutti i movimenti più o meno organizzati che contestano la politica e le istituzioni. Non solo: gli scandali a ripetizione sono altrettanti colpi inferti alla mitologia delle autonomie regionali.
 Ossia il cardine di quello che avrebbe dovuto essere il federalismo all'italiana. Come dire che la bomba del Lazio riguarda tutti gli italiani e il nostro futuro prossimo.
Secondo punto: Berlusconi che ritrova la parola e attira su di sé i riflettori. Ma le sue proposte (togliere l'Imu) e le sue critiche (al patto fiscale europeo) hanno un sapore assai "retrò". È difficile che l'
di Stefano Folli - Il Sole 24 Ore - leggi su
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-09-18/caso-lazio-altro-clamoroso-063947.shtml?uuid=AbjjXPfG.

Tutto a posto quindi? ovviamente no, resta la constatazione come la bandiera della "sinistra laica", cioé repubblica, sia ostinstamente contro il PD e particolarmente contro Bersani. Perché? A mio modesto parere perché una sinistra concreta, pragmatica e magari emiliana non soddisfa il club di Repubblica. Già, non é sufficientemente sottomesso?

mercoledì 11 luglio 2012

la lobby dei FISICI e i 100 milioni in meno

la mia é una visione di parte, non ho trofei da portare, non ho diplomi da vantare, sono solo un vecchio chimico dell'epoca degli atomi e delle molecole che risale a qualche decina di anni fa. Già per i nuovi chimici, quelli che hanno anche 50 anni tutto é più semplice, si infila una sconosciuta molecola in uno strumento da pochi diecimila Euro e della molecola si sa tutto, cominciando a dire quante porcherie si tira dietro quel campione e ci manca poco vi dicano anche se vi siete lavate le mani e con quale marca di sapone l'avete fatto.

un tempo per arrivare allo stesso risultato si lavorava in più di uno e si spignattava, la miseria se si spignattava, in compenso si acquisiva una mentalità, un mestiere che cominciava quando nei primi mesi di internato si lavava e poi si lavava e poi ancora si lavava. Un'ottima gavetta perché lavando si imparava che ogni "sporco" si toglieva solo imparando a capire di che cavolo di robo quel palloncino, quella bevuta o addirittura quel becker fosse sporco. Per citare un esempio a Trieste imparai che il "tripolo", una specie di pomice (forse), era una benedizione tanto che sopra il lavandino a capo del banco c'era il sapone (rigorosamente polvere), lo scovolino della dimensione giusta (spesso si lavavano anche le provette, costavano) e il "tripolo" o TRIPOLI (Sedimenti silicei: composti prevalentemente da silice amorfa idrata (opale). Sono sedimenti di natura bioclastica, cioè composti dai resti di organismi a scheletro o guscio siliceo (diatomee, radiolari, spugne silicee...), dai quali prendono spesso il nome. Abbiamo quindi nella letteratura geologica: radiolariti, diatomiti, spongoliti, ma anche termini derivati dalla tradizione come tripoli, farina fossile, diaspri.)

Scusate la pignoleria ma in altre zone d'Italia non l'ho trovato ed é formidabileperché non riga, assorbe e, se il detergente é efficace, funziona da dio.

Adesso non é, quasi sempre, più così a lavare ci pensano le macchine e il pulire é una roba banale, ci pensa lei, non serve il ragazzo spazzola che si prepara alla tesi. POVERINO.

Ma torniamo ai miti e alla gloria, agli 8 miliardi spesi e ai 50 e passa anni fra il sospetto e, forse, la realtà. Però c'é un fatto innegabile, la ricerca non é solo uno splendore ogni 50 anni e non é solo roba da fisici, quindi se per un po' gli togliamo il caviale e i gamberi in salsa adatta non soffrono poi tanto, tanto più che appena sbadigliano tutti gli incompetenti che scrivono sui quotidiani sono al sicuro: a parte le poche decine che forse han capito gli altri milioni applaudono e non si lamentano se per colpa loro aumentano le sigarette o l'IVA.

Ma volevo parlare d'altro, qualcosa che forse sarebbe utile dire al nostro Monti che fra poco andrà negli USA a raccontare che non siamo solo vino mandolini e bei vestiti da coprire le gnoccone di tutto il mondo. Certo non abbiamo le supertecnologie elettroniche che consentono miracolosi risultati nel poter costruire piccoli ed enormi SERVER da usare sui tanti FB o GOOGLE o simil cose. Nella ricerca siamo stati abituati alla lesina così i nostri ricercatori, specie chimici o magari biologi, qualche volta medici, ci siamo (scusate, si sono) fatti un culo grande come una casa per ricavare tutte quel che potevano dare quegli strumenti finalmente acquisiti e sono molto forti nel loro impiego. Poi sulla base di molte di queste noste capacità le multinazionazionali dell'elettronica applicata hanno poi modificato circuiti e pezzi (prodotti nella solita ASIA) così da mantenere la leadership mondiale.

E così mi vien bene un fatto molto casalingo visto che ci ho un figliolone che stufo di aspettare all'Università passati i 40 e avvicinandosi i 50 si é deciso ed é passato agli americani che lo mandano a spasso per l'Europa e sarà pure che lui é un genio però sta accadendo che non é più l'elettronico che va in giro ma ci va il chimico perché la platea vuole parlare di bottega e non gliene frega niente che i freni a disco (di un simil auto) siano d'oro, voglion sapere se poi funziona sulle loro impervie stradine. E di questi personaggi che hanno lavorato per anni su macchine datate e spesso scassate ottenendo risultati impensabili l'Italia della ricerca é piena e questa é una ricchezza vera dove é il ricercatore che guida la produzione.

SPERO CHE QUALCUNO LO DICA AL SENATORE MONTI che l'Italia della ricerca é piena di questa gente, maschio o femmina che sia, gente che negli anni ha acquisito una strana abitudine, quello di voler bene al loro lavoro e che, soprattutto, hanno mantenuto la voglia di battersi spesso per poco denaro.